La Chiesa ritiene possibile che esista vita nell’universo
0 commenti · 11 novembre, 2009 · 9:49
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La Chiesa ha sollevato gli occhi al cielo. Non per scrutare il Dio della cui fede è custode in Terra, ma per cercare altre forme di vita. Scienziati e filosofi da ogni parte del mondo ne hanno discusso a Roma, in una settimana di studi promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze. La conclusione: «E’ possibile che esista vita nell’universo». Parlava dell’esistenza di mondi infiniti. Anche per questo Giordano Bruno finì arso sul rogo in Campo de’ Fiori. Accadeva nell’anno del Signore 1600. Quattro secoli dopo, lì dove la speculazione filosofica cadde sconfitta, l’astrobiologia fa intravedere embrionali possibilità di dialogo tra scienza e fede. «Le domande sulle origini della vita e sulla presenza di vita fuori dalla Terra – ha detto il direttore della Specola vaticana, il gesuita José Gabriel Funes – meritano seria considerazione». Per giorni fisici, chimici, astronomi e biologi si sono confrontati a poca distanza da piazza San Pietro e sono giunti a ritenere «plausibile» l’esistenza di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea. La Chiesa cancella così secoli di no aprioristici. Durante i quali ha, comunque, sempre tenuto il naso all’insù. Le origini dell’Osservatorio Astronomico Vaticano, la Specola, risalgono al 1578. Nel 1981 a Tucson, in Arizona, venne costruito il Vatican Observatory Research Group, seguito nel 1993 dal Vatican Advanced Technology Telescope, due tra gli osservatori più avanzati al mondo. «Se ci fosse un’incontro tra uomini e alieni – ha spiegato Funes – capiterebbe quello che è successo quando gli europei hanno incontrato altre culture, come i nativi d’America». Ecco, allora speriamo di non incontrarli mai. di Marco Pasciuti






