iPhone 3G spiato da Apple per cancellare programmi
0 commenti · 13 agosto, 2008 · 16:57
Dove acquistare l’iPhone 4, all’Apple Store e nei negozi 3
Costo iPhone 4, tariffe abbonamenti e prepagate 3 Italia
Terremoti: scossa di magnitudo 4 in provincia di Perugia, nessun danno
Antitrust: multa di 350 mila euro 8 societa’ riparazione elettrodomestici
Fiat: Landini, giudizi epressi da Marchionne sono inaccettabili
La conferma che sul cellulare iPhone è installato all’insaputa dei consumatori un programmino che permette alla Apple il controllo e l’eventuale blocco di tutti i suoi telefonini nel mondo sta suscitando proteste e polemiche. Steve Jobs, il presidente e amministratore delegato di Apple, in un’intervista pubblicata l’altro ieri sul Wall Street Journal, ha ammesso l’esistenza di un «kill switch». Il suo scopo, dice Jobs, è di impedire l’installazione sull’iPhone di programmi «non graditi», ovvero non certificati da Apple. La leva per il blocco dei programmi era stata scoperta da Jonathan Zdziarski, esperto di iPhone, e dopo lunghe discussioni on line fra gli appassionati è stata confermata da Jobs. «Ci auguriamo di non aver mai bisogno di tirare quella leva, ma sarebbe irresponsabile – ha spiegato Jobs confermando le indiscrezioni – non avere una maniglia da tirare in caso di necessità».
«Io ho acquistato un iPhone – dice l’avvocato Andrea Monti, esperto di diritto delle comunicazioni digitali – nessuno mi ha informato di questa funzionalità molto importante, per cui sono stati violati i miei diritti e potrei riconsegnare il cellulare al venditore che dovrà restituirmi il denaro pagato. E se un fabbricante di automobili inserisse nel motore un meccanismo per il controllo e lo spegnimento a distanza del veicolo cosa dovremmo dire? Siamo di fronte a uno strumento di controllo inaccettabile e potenzialmente illegale». L’associazione per la difesa dei consumatori Adoc giudica «gravissima l’ammissione fatta dalla Apple di controllare a distanza gli iPhone» e del fatto «intende investire l’Autorità italiana per la garanzia dei dati personali e la stessa polizia postale, affinchè verifichi se non siano state violate leggi italiane». Il problema del controllo remoto dei computer era già stato posto anni fa con l’inserimento del “Fritz chip” all’interno dei personal computer, che permette ad un perfetto estraneo di “misurare” e “verificare” il nostro sistema a suo piacimento. «I grandi monopoli dei computer e dei telefonini con la scusa di mettere il bavaglino ai propri clienti per aiutarli – commenta amaramente l’avvocato Monti – finiscono per mettergli un bavaglio». L’iPhone, come un pc, contiene dati sensibili (password, dati anagrafici, foto, diari, investimenti in borsa, telefoni, posta, carte di credito) di milioni di possessori che certo non hanno autorizzato nessuno ad invadere la propria privacy.






