Ghiacciai addio, tra 10 anni si potrà navigare sull’Artico
venerdì, 16 ottobre, 2009, 17:04
Per 125mila anni la calotta ghiacciata del Polo Nord ha impedito all’uomo di circumnavigarlo. Oggi le prime navi sono riuscite già a transitare, con condizioni climatiche favorevoli, attraverso i passaggi di nord-est e nord-ovest. E tra dieci anni il Polo sarà completamente libero dai ghiacci, mentre tra 20 tutta l’area artica si trasformerà in oceano aperto senza neppure qualche cubetto residuo. Sono le conclusioni alle quali è arrivato il Polar ocean physics group dell’università di Cambridge, comparando le misurazioni delle distese di iceberg eseguite due anni fa e lo scorso marzo. Tra un decennio, assicurano i ricercatori, le navi non dovranno più dotarsi di rompighiaccio e potranno risparmiare tempo e carburante. A sfregarsi le mani sono le compagnie di navigazione che con la rotta artica potranno accorciare notevolmente la via tradizionale. Basti pensare che da Amburgo fino al porto giapponese di Yokohama, il viaggio attraverso questo passaggio è di sole 7.400 miglia nautiche rispetto alle 11.500 del percorso attraverso il Canale di Suez.
«Il cambiamento nel mare artico sarà quello di maggiore impatto causato nel pianeta dal global warming»», ha spiegato al Times il professore di Fisica dell’Oceano Peter Wadhams che era a bordo del sottomarino durante la spedizione guidata dall’esploratore Pen Hadow. Con i suoi due uomini di equipaggio è rimasto al Polo dal primo marzo al 7 maggio, 73 giorni in tutto, a volte a -70 gradi. Un’avventura estrema, che ha portato Wadhams a percorrere 450 chilometri e a scavare 1.500 buchi nella banchisa ghiacciata per misurarne lo spessore. La misurazione media è stata pari a 1,8 metri, tipica del cosiddetto ghiaccio “del primo anno”, ovvero formatosi solo l’inverno precedente e quindi facile allo scioglimento. Va detto però, che secondo i dati del National snow and ice data centre, dell’università del Colorado, la copertura ghiacciata di quest’anno è più estesa rispetto a quelle del 2007 e del 2008. Ma solo, spiegano gli esploratori, perché la scorsa estate non è stata abbastanza soleggiata.
Le conseguenze di un Artico senza calotta potrebbero essere devastanti. «Senza il ghiaccio che riflette i raggi solari l’oceano Artico si scalderà più velocemente – spiega Martin Sommerkorn, consulente del Wwf Arctic Programme – e i gas serra imprigionati nel permafrost verranno rilasciati nell’atmosfera. Inoltre il livello del mare si alzerà e potrebbe provocare inondazioni affliggendo un quarto della popolazione mondiale». D’altro canto, però, senza la banchisa il Polo diventerà una specie di miniera d’oro.a, Norvegia, Danimarca e Stati Uniti.
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