Facebook, MySpace, Wikipedia a rischio per abusi utenti
0 commenti · 6 febbraio, 2009 · 16:12
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Facebook ospita un Alex del Piero che inneggia al nazismo. Wikipedia annovera Bruce Springsteen tra «la gente che fa schifo». La community per adolescenti MySpace ha ammesso di avere ospitato per anni, prima di espellerli, 90mila molestatori condannati per reati sessuali. Mentre eBay, il sito più usato per il commercio elettronico, è terra di conquista per truffatori che clonano i profili di ignari utenti e rubano soldi prima di sparire.
I recenti fatti di cronaca relative alle community prive di filtro e aperte agli utenti hanno riacceso il dibattito della sicurezza online. La più coinvolta è stata Wikipedia, che dopo il caso Springsteen ha subito un duro attacco da parte del quotidiano inglese The Independent. «Che fine ha fatto il Wikidream, il sogno della cultura orizzontale prodotta dalla gente a uso della gente?», si è chiesto il quotidiano britannico che, al tema, ha dedicato un inserto speciale. La risposta non lascia spazio a interpretazioni: «Wikipedia ormai è inattendibile. È stata uccisa dalla gente». Dagli utenti che abusano dell’assenza di filtri e controlli sull’identità, doti tipiche delle community.
La crisi di credibilità dei network nati per fare amicizia, vendere e comprare oggetti e condividere informazioni, esplode proprio mentre i dati statistici decretano il successo delle community. Secondo i dati diffusi oggi da Nielsen online, mettendo a confronto la classifica delle categorie più visitate nel mese di dicembre 2008 (con quella di dicembre 2007) si nota che dopo “motori di ricerca” e “portali di contenuti generalisti” c’è la categoria “community”, che strappa il terzo posto alle “e-mail”. «La posta elettronica non è più un mezzo esclusivo per tenere i contatti con persone lontane, a tutto vantaggio dei social network», spiega Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen Online.
Le vittime e i colpevoli
Facebook. L’ultima vittima illustre di Facebook è Alex Del Piero. Ieri sulla community è apparso un profilo intestato al calciatore e collegato alla propaganda di un’associazione di stampo nazista. «Nazisti è molto meglio che sionisti», recita lo slogan collegato alla foto del calciatore. Del Piero, che non ha un profilo su Facebook, ha annunciato azioni legali.
Wikipedia. Anche Wikipedia, la più grande enciclopedia libera del web, non è indenne agli abusi degli utenti, che si divertono a inserire notizie false o insulti. Ne sa qualcosa Bruce Springsteen: domenica sera, mentre “il Boss” si esibiva per il pubblico del SuperBowl, la sua biografia su Wikipedia è sparita. Al suo posto il commento di un anonimo utente: «Questo tipo di gente fa schifo».
eBay. Clonano il profilo eBay dei venditori più affidabili, poi aprono l’asta, si fanno pagare con carte prepagate, incassano e spariscono. Ecco come agisconoi ladri d’identità su eBay. Nei gironi scorsi i carabinieri ne hanno arrestati tre, tutti in provincia di Firenze. Il fenomeno però è internazionale e rischia di minare la credibilità del celebre sito di aste online.
MySpace. In questi giorni MySpace – insieme a Facebook la community più frequentata dagli adolescenti di tutto il mondo – ha espulso su richiesta delle autorità Usa 90mila molestatori, già condannati per reati a sfondo sessuale. La notizia ha riaperto il dibattito sui rischi che i ragazzi possono correre stringendo amicizie su siti come MySpace.






