
Assassin's Creed 2
Se la titolare del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, avesse saputo che per far conoscere “il sole e la bellezza… i 100 mila monumenti e chiese della Italia… i 3500 nostri musei i 2500 siti archeologici e le 40 mila case storiche dell’Italia che non siamo riusciti a distruggere” sarebbe bastato finanziare lo sviluppo di un videogioco non avrebbe mai creduto che questa nuova campagna pubblicitaria avrebbe avuto tanto seguito. Finisce l’era della pubblicità passiva in televisione e sulle riviste, ora c’è la pubblicità attiva all’interno dei videogiochi elettronici. Per promuovere l’immagine e la storia dell’Italia non serve più neppure un sito web come italia.it che è costato agli italiani 45 milioni di euro presentato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi e dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, alla Bit di Milano chiuso perché nato già vecchio riapre con il governo Berlusconi in modalità ridotta spogliandosi della sua funzione principale, quella di presentare il Belpaese al mondo. Il videogioco Assassin’s Creed II è il seguito del gioco Assassin’s Creed, sviluppato dalla Ubisoft Montreal e pubblicato da Ubisoft per PlayStation 3, Xbox 360, Microsoft Windows e su iPhone. Il gioco è stato rilasciato il 17 novembre 2009 in Nord America, mentre in Europa il 20 novembre 2009 e in Australia il 19 novembre 2009 per PlayStation 3 e Xbox 360. La versione Microsoft Windows sarà messa in commercio nel 2010. Il videogame in una sola settimana ha venduto ben un milione e seicentomila copie. Affresco storico, ma per console, ambientato fra le bellezze di Firenze, Venezia, Roma e della campagna della Toscana sul finire del XV secolo. In pieno Rinascimento quindi, tanto che camminando fra i mercati e le botteghe di Firenze o in una Roma affollata di chiese e di vestigia imperiali abbandonate, capita di incontrare e di parlare con figure celebri come Leonardo da Vinci, qui poco più che ventenne, e un altrettanto giovane Niccolò Machiavelli. Ma ci sono anche Lorenzo dè Medici, Sandro Botticelli e Rodrigo Borgia, padre di Lucrezia, diventato Papa con il nome di Alessandro VI.
E pensare che è tutto merito del Canada e di un suo cittadino di Montreal che per l’Italia ha una vera passione. Perché Patrice Desilets, direttore creativo della saga di Assassin’s Creed, qui da noi ha vissuto più di un anno quand’era studente universitario e ancora oggi ricorda con nostalgia quel periodo. “Napoli mi è rimasta nel cuore – confessa con accento partenopeo – Come il resto dell’Italia”. E così, assieme allo sceneggiatore Corey May e alle altre duecento persone che per un paio d’anni hanno lavorato al gioco, ha riportato in vita il Rinascimento aggiungendo una trama alla Dan Brown.
Il giocatore veste i panni di Ezio Auditore, un giovanotto nobile fiorentino fra lo scavezzacollo e l’attaccabrighe. Il padre però, legato a Lorenzo il Magnifico, viene giustiziato assieme ai fratelli di Ezio a causa di un complotto ordito dalla famiglia dei Pazzi poco prima della famosa congiura. E il ragazzo, all’improvviso, si trova costretto a diventare adulto: deve nascondersi, difendersi, proteggere la sorella e la madre, ma vuole vendetta. Si rifugia dallo zio a Monteriggioni, il borgo fortificato in alta Toscana, e scopre così che il padre era in realtà membro della setta degli Assassini. Quegli Hashishiyyun ismailiti dal quale deriva il nostro “assassino” e che da secoli si contrappongono ai Templari dove militano sia i Borgia che i Pazzi. Un conflitto, di fantasia per quel che riguarda il XV secolo, iniziato ai tempi delle Crociate. Il contesto del primo Assassin’s Creed, nove milioni di copie vendute, tutto ambientato in Terra Santa a Gerusalemme, Acri e Damasco. In realtà la lotta fra buoni e cattivi, fra Assassini e Templari, si protrae fino ai giorni nostri. Ma qui ci fermiamo per non rovinare la sorpresa.
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