Vuoi o no donare gli organi, scrivilo sulla carta d’identità
0 commenti · 11 febbraio, 2010 · 23:37
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Di fatto, però, il provvedimento varato nel’99 ha percorso solo metà cammino. Dal momento che prevedeva sia l’esistenza di un registro informatico dei potenziali donatori (che non c’è) sia la notifica per circa 48 milioni di italiani. Pratica che prevede un costo di 10 euro a cittadino, per un totale di 480 milioni. «Finora – spiega Alessandro Nanni Costa direttore del Centro nazionale trapianti – un milioni di persone hanno espresso la loro volontà. Con le modalità più diverse. Dal tesserino blu che era stato inviato a casa nel 2000, all’iscrizione ad una associazione o con una dichiarazione scritta». Va bene ogni sistema, assicurano al Centro trapianti».
A conti fatti, dopo 11 anni, la legge sembra comunque aver funzionato: i “no” espressi in Italia sono tra i più bassi d’Europa (30% dei potenziali donatori). Va meglio la Spagna con il 18% mentre in Gran Bretagna e in Germania si oscilla tra il 40 e il 50%. E, ogni anno, il numero dei trapianti da noi è in continua crescita. Sono stati 3164 quelli che sono stati sottoposti all’operazione nel 2009 mentre l’anno prima erano 2932. «Non siamo in sofferenza – commenta il ministro della Salute -. Anche i potenziali donatori sono in aumento».







