Lo stato vegetativo non ferma alcune aree del cervello

0 commenti · 5 febbraio, 2010 · 14:35

Terri Schiavo

Terri Schiavo

Una scoperta sconvolgente dei ricercatori delle università di Liegi e di Cambridge è destinata a far tornare più che mai d’attualità il dibattito sull’eutanasia e sul testamento biologico. Dopo i casi, di cui si è parlato per anni, di Terry Schiavo e soprattutto Eluana Englaro, i medici dell’università belga hanno infatti segnalato uno studio condotto su 23 pazienti in stato vegetativo, i cui risultati faranno discutere. Quattro di loro infatti, tramite la tecnica della“risonanza magnetica funzionale” che riesce a leggere l’attività cerebrale del paziente, sono riusciti a rispondere a domande semplici con un “sì” o con un “no”. Gli scienziati hanno preso in analisi un caso particolare, quello di un 29enne in stato vegetativo da cinque anni a casa di un incidente stradale: all’uomo, che non può muoversi né parlare, sono state poste domande semplici, come “vostro padre si chiama Thomas?”, che hanno attivato alcune aree del cervello definite come “segni di coscienza”. Questa tecnica potrebbe permettere dunque ai pazienti di esprimersi riguardo al proprio destino, proprio come probabilmente avrebbe voluto, per sua figlia, Beppino Englaro. di Domenico Zurlo

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