Influenza stagionale 2010, cancellata dal virus H1N1

0 commenti · 3 febbraio, 2010 · 1:06

Influenza stagionale

Influenza stagionale

Se si analizzano i numeri e si mettono a confronto ci si rende subito conto che qualcosa non torna nei bilanci sull’influenza H1N1. Ecco gli ultimi dati, quelli della settimana tra il 18 e il 24 gennaio: i casi colpiti dal virus pandemico sono stati 96mila e quelli che hanno contratto infezioni respiratorie circa 243mila. E quanti sono rimasti a casa perché avevano l’influenza stagionale? Numeri bassissimi, percentuali dimezzate rispetto agli anni scorsi: solo un caso su dieci tra chi si è ammalato. Questo significa che il virus H1N1 è riuscito, in qualche modo, a “cancellare” lo stagionale. Quello contro il quale da anni e anni vengono vaccinati gli ultrasessantacinquenni e le persone con malattie croniche. Un evento atteso, dicono gli esperti. Ma solo oggi si può parlare di «quasi sostituzione» dell’agente virale. «Dall’autunno – conferma Giovanni Rezza a capo del dipartimento di Malattie infettive all’Istituto superiore di sanità – in Italia abbiamo isolato solo un virus dell’influenza stagionale, a Padova. Nessun altro in nessun laboratorio in Italia. Gli altri anni, in questo periodo, avevamo già raggiunto il picco. Non si conoscono i meccanismi esatti per cui ciò accade ma è certo che quando arriva un virus pandemico questo riduce la circolazione degli altri». Dagli studi dei medici di famiglia, ancora una conferma. «La pandemica continua, comunque, ad andare avanti come dimostrano i dati – aggiunge Claudio Cricelli, presidente della Società di medicina generale -. Anzi, la terza settimana di gennaio ha visto una crescita di 15mila casi rispetto alla precedente. Ma nessun allarme. E’ evidente che la A/H1N1 ha preso quasi totalmente il posto di quella stagionale. La gran parte delle malattie di questo periodo sono, in realtà, infezioni respiratorie. E, anche queste, sono in aumento».

I casi delle persone colpite dal virus “nuovo” oscillano, dunque, ma non si abbassano mai sotto gli ottantamila a settimana. A gennaio è stato registrato un lieve aumento dei casi nelle fasce dell’età pediatrica, tra 0 e 14 anni. «Una situazione rassicurante», ripetono al ministero della Salute. E’ stabile sia il numero di quanti si rivolgono al pronto soccorso sia quello dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta nei reparti di rianimazione. Da ottobre sono 448 i pazienti che hanno avuto bisogno di questo tipo di assistenza. Certo è che l’allarme è calato, che i vaccini sono risultati superiori rispetto alle richieste e che i casi davvero gravi sono stati pochi rispetto alle aspettative. Pochi anche i vaccinati: 10.047.421 le dosi distribuite contro le 846.356 utilizzate. La campagna, comunque, continuerà fino a marzo. Come continuerà il monitoraggio dei casi. Nelle ultime settimane, vista la sovrabbondanza di vaccini, sono state allargate le categorie. Un’ordinanza del ministero della Salute, infatti, prevede che l’immunizzazione non sia più riservata solo ad un fetta di popolazione (bambini o persone con malattie croniche) ma a tutti quelli che lo chiedono. Dai bambini di 6 anni agli over 65. Ancora un segnale che testimonia il calo generale di interesse verso il virus H1N1: è stato sospeso il numero verde del ministero, il 1500, attivato in autunno per dare informazioni sulla nuova influenza.

La decisione viene giustificata «in considerazione del declinare dell’attività epidemica». «Per eventuali informazioni sulla malattia – aggiungono gli esperti del numero verde – e sulle relative misure di prevenzione ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia o al pediatra e alla propria Asl». In Francia si vive la nostra stessa situazione. Lì hanno deciso di chiudere i centri per la vaccinazione. Da ieri le strutture, prese in prestito (non senza polemiche) per allestire gli ambulatori, saranno restituite. Proprio la Francia è stato il primo paese, in Europa, a decretare la fine dell’epidemia. Mentre gli specialisti di tutto il mondo continuano a mettere sotto accusa l’Organizzazione mondiale della sanità che ha alzato l’allerta massima verso il virus H1N1. A respingere nettamente gli attacchi è Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell’Oms per la pandemia influenzale: «Respingo seccamente l’idea che quella legata al virus H1N1 sia stata una pandemia fasulla. Quello in corso è un evento scientificamente ben documentato, in cui l’emergenza e la diffusione di un nuovo virus influenzale ha causato un’insolita serie di problemi in tutto il mondo». di Carla Massi

Pandemia. Una pandemia (dal greco pan-demos, “tutto il popolo”) è una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. Nella storia si sono verificate numerose pandemie, fra le più recenti si ricordano l’influenza spagnola nel 1918, l’influenza asiatica nel 1957, l’influenza di Hong Kong nel 1968, l’HIV dal 1969 e l’attuale pandemia in corso l’influenza A H1N1. Il termine pandemia si applica solo a malattie o condizioni patologiche contagiose.

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