Un G8 a L’Aquila e a La Maddalena da 500 milioni di euro

0 commenti · 26 febbraio, 2010 · 13:49

G8 L'Aquila

G8 L'Aquila

Il G8 a La Maddalena assieme al G8 de L’Aquila è costato ai cittadini italiani mezzo miliardo di euro, precisamente 512.474.178. È la cifra sproposita che L’Espresso spiegherà al dettaglio nel numero che uscirà domani in edicola. Mancano i soldi per la ricostruzione de l’Aquila e allora perché non far adottare un monumento da ogni paese del G8? La Protezione Civile capeggiata da Guido Bertolaso per rabbonire i leader mondiali ha pensato bene di buttare via 24 mila euro in asciugamani, 22 mila 500 euro in ciotoline Bulgari d’argento, altri 350 mila per televisori Lcd e al plasma e 10 mila euro per i bolliacqua del the. Per non parlare delle poltrone, Frau, noleggiate per l’evento a un costo di 373 mila euro con il risultato che alla fine solo pochi paesi hanno realmente preso parte alla ricostruzione degli edifici distrutti dal terremoto. Prima che il G8 venisse trasferito dalla Maddalena all’Aquila, per dotare l’isola sarda di alberghi, sale conferenze, porti e giardini erano già stati spesi 327 milioni e 500mila euro, fondi ora gli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze, mentre per l’appuntamento abruzzese ne sono stati spesi altri 184 milioni 974 mila.

Tra le segnalazioni di fornitori fatte dall’Espresso figura anche Giulio Pedicone, titolare della Pedicone Holding e della Las Mobili, azienda abruzzese che fabbrica attrezzature per uffici. La Las, scrive il settimanale è stata chiamata fornire mobili per circa 300 mila euro. «Altrettanto sicuro però è che della Pedicone Holding, titolare del 64 per cento della Las, dal 2007 è sindaco supplente Gianni Chiodi, commercialista con studio a Teramo in società con Carmine Tancredi, a sua volta cugino di Paolo, senatore del Pdl, ma soprattutto presidente della Regione Abruzzo dal dicembre 2008 e commissario delegato all’emergenza terremoto e alla ricostruzione».

Il Pd: vergognoso. I segretari del Pd dell’Abruzzo, Silvio Paolucci, e della provincia dell’Aquila, Michele Fina, chiedono al presidente della regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, di «chiarire la sua posizione» in riferimento all’inchiesta dell’Espresso. Si tratta aggiungono di «cifre vergognose sulla pelle dei terremotati». I due esprimono «stupore e rabbia» per «gli sprechi del governo per il G8, prima alla Maddalena e poi, soprattutto, all’Aquila». «Non ci si riesce a capacitare di come ci siano ancora persone senza una casa, che presto, forse, dovranno ricominciare a pagare le tasse e che nulla sapevano di un evento, importante e utile per la città, ma che scopriamo essere costato quasi 200 milioni che in parte sarebbero potuti servire per la ricostruzione. L’Aquila aveva e ha bisogno dei riflettori, ma non in sostituzione di ogni possibile risorsa dedicata alla ricostruzione. Attendiamo un chiarimento da Gianni Letta, personalità istituzionale che sempre si è contraddistinta per la sua correttezza e trasparenza. Le notizie che ci lasciano più interdetti sono quelle riguardanti il presidente Chiodi, al quale avevamo chiesto da subito un osservatorio per la trasparenza delle operazioni riguardanti l’emergenza terremoto e che oggi ci fanno sentire come “quelli che affidano le pecore al lupo”. Chiarisca ed eventualmente smentisca il prima possibile il commissario subentrato a Bertolaso, così che si possa capire se il prima possibile non debba essere il commissario a essere commissariato».

«Il Senato avvii subito un’indagine conoscitiva che faccia luce sugli enormi interrogativi e sugli intrecci affaristici legati al G8 mancato alla Maddalena e a quello realizzato a l’Aquila», ha chiesto il senatore del Pd Giovanni Legnini. «È incredibile come risorse così ingenti (mille miliardi delle vecchie lire) siano state gestite dallo Stato con criteri privatistici privilegiando amici, clienti e parenti nella gestione di lavori e servizi».

L’Italia dei Valori annuncia un’interrogazione parlamentare urgente. «Chiediamo al governo di fornire dettagliate e valide motivazioni per giustificare un dispendio di denaro che appare oltre modo spropositato», scrivono Massimo Donadi, Antonio Borghesi e Fabio Evangelisti (Idv) che chiedono al premier «se, alla luce delle ingenti somme di denaro pubblico già spese per la Maddalena e delle recenti inchieste giudiziarie, ritiene ancora oggi che sia stata opportuna la decisione di spostare il G8 all’Aquila».

Ci sarebbero anche intercettazioni nel fascicolo dell’inchiesta della procura dell’A quila tesa a scovare i comitati d’affari negli appalti del G8 dell’A quila e per il terremoto. I pm stanno lavorando sulle risultanze e ci sarebbe materiale sul quale la Procura fa molto affidamento. Il procuratore Alfredo Rossini: «Le intercettazioni? Può darsi». Rossini ha mantenuto il più stretto riserbo sulle indagini e sui tempi per i primi provvedimenti.

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