Regionali Lazio 2010, dal Pdl Lazio nuovo ricorso al Tar

0 commenti · 16 marzo, 2010 · 14:38

Renata Polverini

Renata Polverini

Nuovo ricorso del Pdl al Tar del Lazio contro la mancata ammissione della lista provinciale di Roma. Ieri mattina la presentazione da parte dei legali del Pdl: la decisione probabilmente si avrà domani sera. «Sul piano legale è nostro dovere tentarle tutte» ha detto il responsabile elettorale del partito, Ignazio Abrigrani. I primi sei giudizi del Tribunale, della Corte d’Appello, dello stesso Tar, del Consiglio di Stato sono stati tutti negativi. Addirittura il primo giudizio del Tar è stato tra tutti il più radicale: ha escluso l’applicazione del decreto nella Regione Lazio e ha aggiunto che la lista Pdl non potrebbe comunque essere ammessa, anche applicando il decreto salva-liste, perché mancano le prove che i delegati del partito fossero presenti alla scadenza dei termini negli uffici del tribunale con la «prescritta documentazione». Nell’ennesimo ricorso presentato ieri è scritto che i documenti erano in una cartellina in mano ai delegati e che la mancanza di una prova certa è «imputabile alla sola negligenza dell’ufficio elettorale circoscrizionale» che, a giudizio del Pdl, non ha consentito il regolare deposito. Il Pdl ha chiesto anche che, rispetto al primo giudizio, venga modificato il collegio giudicante. La richiesta è stata parzialmente accolta e il giudice relatore sarà Francesca Arzillo e non più Mariangela Caminiti. Il Pdl, comunque, sembra riporre le sue residue speranze più sull’ulteriore giudizio del Consiglio di Stato (a cui sarà presentato ricorso in caso di nuova bocciatura) che non sul Tar. L’ha fatto capire lo stesso Abrignani, secondo il quale il Consiglio di Stato, nella sua prima sentenza negativa, ha comunque «dato per buona la ripresentazione effettuata dopo il decreto-legge».

Il Consiglio di Stato potrebbe decidere entro fino settimana. Per giovedì intanto è convocata la camera di consiglio della Corte costituzionale per esaminare l’istanza di sospensiva cautelare del decreto, presentata dalla Regione Lazio. Se concessa, sarebbe la prima volta in assoluto della sospensione di una legge «in via cautelare». Secondo la giunta del Lazio l’istanza è motivata con l’invasione della sfera di competenza regionale. La Consulta potrebbe accogliere la sospensiva solo se ritenesse fondate queste ragioni e causa di danni irreparabili il rinvio del giudizio. In tutta evidenza la sospensiva conterrebbe già in sé l’anticipazione di un giudizio di merito favorevole alla Regione e sfavorevole al governo. Non è escluso però che la sentenza della Corte costituzionale slitti di qualche giorno. E neppure che il Consiglio di Stato attenda la Consulta per la sua decisione.

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