Regionali Lazio 2010, caos liste, la sentenza della Corte costituzionale
1 commento · 18 marzo, 2010 · 16:24
Il Consiglio di stato giudicherà probabilmente sabato. Domani però è atteso un giudizio che potrebbe anche assumere un notevole valore giurisprudenziale. La Corte costituzionale dirà la sua sulla richiesta di sospensiva (questa volta dell’efficacia del decreto), avanzata dalla Regione Lazio per invasione della «competenza regionale» da parte dello Stato (insomma, la tesi del Tar). Non ci sono precedenti di una sospensiva concessa dalla Consulta: peraltro è solo la terza volta che la procedura d’urgenza viene esperita davanti ai giudici costituzionali. Certo, se la Corte dovesse sospendere il decreto, la bocciatura per il governo sarebbe pesante (e non solo perché cadrebbe l’ultimo ricorso al Consiglio di stato). È vero che la questione della sospensiva ha carattere preliminare e che il giudizio di merito slitterebbe a dopo. Ma la sentenza della Corte sarebbe comunque ipotecata: segnerebbe fin d’ora l’incompetenza sulla materia elettorale regionale, laddove le Regioni si sono già dotate di una propria legge.
Il decreto è stato fin qui applicato in Liguria (dove è stata ammessa la lista del Nuovo Psi prima esclusa). Ma l’eventuale sospensiva della Corte riguarderebbe il Lazio e non la Liguria, che non ha esercitato la potestà in materia elettorale. Sulla sentenza della Corte prevista per oggi c’è grande incertezza: la Corte (sentenza 232 del 2006) è già andata molto vicina alla materia oggi trattata. Scrisse allora che «l’emanazione di una legge di interpretazione autentica presuppone la sussistenza della potestà legislativa da parte dell’organo legiferante». E che non basta essere l’autore della norma per «essere considerato l’unico depositario della volontà legislativa». Se insomma fosse riconosciuta la potestà della Regione Lazio, lo Stato non sarebbe più abilitato a interpretare una norma (con legge o decreto) pure da esso originata. di Claudio Sardo Il Messaggero








Secondo il mio giudizio che sicuramente sarà il giudizio di grande parte dei cittadini, non si puo’ far pagare ai cittadini le colpe dei singoli, il cittadino ha il sacro santo diritto di eleggere il proprio rappresentante va perciò tutelato . Almenochè in Italia non siamo scesi al livello dei paesi piu sottosviluppati esistenti.
La giustizia ? Individuare i colpevoli e punirli adeguatamente, non ultima punizione, l’espulsione dalla sua carica ed il divieto definito d’appartenenza a qualsiasi carica politica. MA I DIRITTI DEL CITTADINO NON SONO ALIENABILI
Grazie !