Pronostici elezioni regionali 2010 Pdl, Piemonte bene, male Lazio e Campania

(0 Commenti) giovedì, 18 marzo, 2010

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Il corpo a corpo con i giudici ha sempre portato voti a Silvio Berlusconi e anche stavolta il premier non si sottrae al braccio di ferro. Anzi, alza ancor di più il livello dello scontro chiamando stavolta dalla sua parte il presidente della Repubblica che, a suo giudizio, «ha sconfessato l’iniziativa del Csm» anche se – Costituzione alla mano – lo presiede. «L’iniziativa del Csm, sconfessata dall’intervento del presidente Napolitano, – spiega il premier al Tg2 – è l’ennesima dimostrazione di un uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi». L’attacco ai pm di Trani per «la risibile inchiesta» e per la fuga di notizie «per la quale qualcuno pagherà», si lega per il Cavaliere alla voglia di fare le riforme subito dopo il voto, «a cominciare dalla rivoluzione liberale, con l’elezione diretta del premier, per continuare con la riforma della giustizia e del sistema delle intercettazioni. E la convinzione che ci sia una trama ordita per escludere le liste a Roma e Milano fa il paio con la campagna della sinistra in favore dell’astensione sul modello francese. Tutto ciò serve al premier per sollevare le percentuali del centrodestra e chiamare alla piazza di sabato. «Prova di festa e non prova di forza», spiega il Cavaliere che giustifica così la scelta di manifestare nonostante il centrodestra sia al governo e non all’opposizione. Malgrado tutto ciò, i sondaggi non sono particolarmente buoni e il tam-tam di una risalita che si è diffuso tra i parlamentari del centrodestra, ha un po’ il sapore della propaganda. La prova è una conversazione colta ieri al bagno della Camera tra Ignazio La Russa e Pier Ferdinando Casini proprio sull’andamento dei candidati nelle regioni. «In Piemonte ce la battiamo, in Liguria non abbiamo speranze, nel Lazio lasciamo stare e in Campania abbiamo difficoltà», è la sintesi che fa al leader dell’Udc il ministro della Difesa sconcertando Massimo D’Alema che, arrivato nella toilette e resosi conto dell’insolito ”vertice”, se ne va bofonchiando un caustico commento: «Il luogo è esplicativo del momento».

Di vertici in luoghi più consoni però ieri ce ne sono stati molti. Ultimo quello alla Camera nell’ufficio del presidente del Consiglio con Calderoli, La Russa, Verdini, Bondi, Cicchitto e Tremonti. Oggetto, la messa a punto di una strategia unitaria in vista del voto. Con Fini i rapporti continuano ad essere tesi, ma ieri in Transatlantico la Brambilla gettava acqua sul fuoco sull’intraprendenza dei ”Promotori della Libertà”: «Non sono miei, ma di Berlusconi e poi serve la mobilitazione di tutti». Fatto sta che la lettera inviata a tutti i parlamentari del centrodestra affinché indichino almeno una ventina di possibili ”Promotori” non è piaciuta a tutti. Il finiano Carmelo Briguglio ha chiesto «par condicio» con Generazione-Italia, ma il Cavaliere non sembra essere dell’avviso avendo anche minacciato di non ricandidare coloro che aderiranno alla nuova associazione sponsorizzata dal vicecapogruppo Italo Bocchino.

Resta da vedere se l’elettorato si presterà all’ennesimo referendum pro o contro Berlusconi e «sull’uso politico della giustizia» o se il tema della crisi peserà di più come ha dimostrato il dibattito ieri alla Camera sullo stato della nostra economia, al quale Berlusconi ha partecipato nonostante il rapporto con Tremonti resti particolarmente complicato. di Marco Conti Il Messaggero

Manifestazione Pdl. Il Pdl punta a portare in Piazza San Giovanni a Roma, sabato, 500.000 persone. Gosso lo sforzo organizzativo: 3.000 pullman, tre punti di raccolta, due cortei con partenza dal Circo Massimo e da via Appia Nuova, un palco di 24 metri per 16, due maxi schermi di 6 metri per 8, 12 telecamere, 4 chilometri di transenne, 150 operai e tecnici al lavoro, 13 gazebo, uno per ogni regione in cui si vota. Berlusconi parlerà alle 17.

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