Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione

0 commenti · 5 febbraio, 2010 · 13:47

Permesso di soggiorno

Permesso di soggiorno

Via libera al permesso di soggiorno a punti. Come a scuola, valgono debiti e crediti. E’ quanto ha annunciato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rendendo noto un lavoro compiuto insieme al ministero del Welfare Maurizio Saconi. Gli stranieri dovranno sottoscrivere un accordo per l’integrazione e adempiere a una serie di doveri, tra i quali la conoscenza della lingua italiana, l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, la conoscenza della Costituzione. In due anni l’immigrato dovrà raggiungere 30 punti che gli vengono assegnati attraverso gli esami previsti. Se commette reati il punteggio si abbassa. Se dopo i due anni, non raggiunge la quota stabilita, ha un altro anno di tempo per arrivare a 30, prima che scatti l’espulsione. Questo permesso di soggiorno a punti (sarà introdotto a breve per il rilascio dei nuovi documenti con un decreto), non piace, però, all’opposizione. “Il permesso di soggiorno a punti sarà una forca caudina che ostacolerà l’integrazione e favorirà l’irregolarità”, afferma Livia Turco, responsabile Immigrazione del Pd. “L’Italia – ha aggiunto – non è il Canada, nel nostro Paese per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno occorre aspettare più di un anno, i corsi di lingua e cultura sono gestiti dal volontariato e dalla Chiesa, non è possibile aspettarsi altro”. Bressa (Pd): permesso a punti è una lotteria sociale. «Adesso le follie legislative dei mesi scorsi cominciano a dispiegare i loro incredibili effetti – dice il capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera, Gianclaudio Bressa – Essere straniero in Italia vuol dire essere soggetto ad una scandalosa lotteria sociale i cui giudici imbrogliano in partenza. Siamo il paese più xenofobo d’Europa. Bel risultato, complimenti a Maroni e a Sacconi».

Niente costi per gli immigrati. “È un interesse di chi richiede il permesso di soggiorno sottoscrivere questo accordo. Chi non lo fa – prosegue Maroni – vuol dire che non vuole integrarsi”. A proposito dei costi, il titolare del Viminale ha aggiunto: “Non si può certo chiedere all’integrando di metterci dei soldi. Pagheremo e organizzeremo tutto noi, così avremo anche sotto controllo l’organizzazione e potremo garantire standard uniformi per tutte le province italiane”.

Diritti e doveri. Il lavoro fra i due ministeri, dell’Interno e del Welfare, ha detto Maroni, ha portato “a questo accordo che sarà, a breve, trasformato in un provvedimento con un decreto, un dpr, che regolamenterà la materia”. Il ministro Sacconi ha annunciato che nei prossimi giorni sarà varato un piano sull’integrazione che “sottolineerà la responsabilità della persona, diritti e doveri”.

Percorso d’integrazione. Comprenderà, tra i vari punti, per chi vorrà intraprendere un percorso di integrazione, la conoscenza della lingua italiana, l’iscrizione alle scuole dell’obbligo e la trasparenza dei certificati abitativi. Il permesso di soggiorno a punti prevede il raggiungimento di un credito (30 punti) in due anni (è la durata di un permesso). Al termine di questo percorso, se non dovesse essere raggiunto l’obiettivo, sarebbe previsto un anno di proroga. Al termine di questo percorso, una volta raggiunti gli obiettivi prefissati nell’accordo, gli immigrati potrebbero chiedere la carta di soggiorno.

Commenta: Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione
Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazioneTwitter: Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione Wikio: Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione Badzu: Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione Fai notizia:  Permesso di soggiorno a punti, ostacolerà l’integrazione