Pdl: cicchitto, no a correnti e irrazionale voglia di marcare distinzioni
0 commenti · 15 marzo, 2010 · 14:57
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Roma, 15 mar. (Adnkronos) – ”Rispetto ad alcune recenti iniziative emerse in area Pdl osserviamo quanto segue. Va distinto il ruolo politico-culturale delle varie fondazioni che, se rimangono sul terreno loro proprio svolgono un compito essenziale di approfondimento del dibattito che cosi’ viene in parte sottratto allo stillicidio delle battute polemiche e delle invettive. Diverso e’ il discorso se nuove iniziative vogliono dire nuove correnti politiche perche’ alla lunga, inevitabilmente, le correnti rischiano di chiamare altre correnti, anche perche’ un eventuale confronto interno al Pdl verra’ fatto ad armi pari e con regole certe”. E’ quanto dichiara il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. ”A costo di apparire degli ingenui noi -sottolinea- distinguiamo nettamente fra la vivacita’ del dibattito culturale e la divisione rigida in correnti, che prelude immancabilmente a contrapposizioni. Finche’ si e’ in tempo, tutto cio’, a nostro avviso, va evitato: non ne esistono ne’ stringenti ragioni politiche, ne’ la convenienza. In una fase di campagna elettorale tutte le iniziative vanno concentrate in essa e di fronte ad un rinnovato tentativo di radicalizzazione dello scontro ad opera della sinistra bisogna prender atto di esso e dare una risposta seria e unitaria”. ”Un’ultima considerazione. In una situazione nella quale abbiamo la responsabilita’ del governo e dobbiamo fare i conti con serissimi problemi politici e sociali, all’interno del Pdl un certo nervosismo, una sorta d’irrazionale desiderio di caratterizzazione, di marcare le distinzioni, ci sembra che non tenga conto della necessita’ di dare risposte serie e collettive. Infine, se non si sta attenti, la moltiplicazione di tante iniziative rischia piu’ di svuotare un partito da poco costruito che di arricchirlo. Certamente -dice Cicchitto- una volta fatte le elezioni, e’ indispensabile che si apra nelle sedi di partito, in primo luogo l’ufficio di presidenza e la mai convocata direzione, una riflessione seria sia sui compiti del governo, sia sulle caratteristiche dell’attacco che viene portato a Berlusconi e alla maggioranza, sia sul partito in quanto tale, sul suo modo di essere, sui suoi rapporti con la societa”’.






