Minzolini nell’editoriale del Tg1, Spatuzza ha detto balle

0 Commenti sabato, 12 dicembre, 2009

Augusto Minzolini

Augusto Minzolini

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini torna in un video con un editoriale nell’edizione delle 20 a parlare dei temi giudiziari dopo le polemiche dell’ottobre scorso. La scelta cade sulle dichiarazioni del boss mafioso Filippo Graviano nel processo d’appello a carico del senatore Pdl Marcello Dell’Utri dove vengono smentite le parole del pentito Gaspare Spatuzza. Minzolini nell’editoriale del Tg1 ha parlato di una ”deposizione trasmessa in mondovisione e senza riscontri” che ”una settimana dopo è stata smentita”. Ma, ha proseguito il direttore del Tg1 nella finestra a metà telegiornale, “per sette giorni quelle balle – o ‘minchiate’ – sono andate in giro e hanno danneggiato l’immagine del presidente del Consiglio e quindi dell’Italia”. Questo perché ”a chi ha sparato in passato con la lupara è stato consentito di sparare con le deposizioni”. Per Minzolini «il caso Spatuzza è solo l’ultima prova, ma l’elenco è infinito, del fatto che nel nostro sistema giudiziario c’è qualcosa di sbagliato. Le polemiche su questioni di forma – ha concluso – non devono impedire di guardare ai problemi veri, e la riforma della giustizia è uno di questi». E puntuale è scoppiata la polemica: Pd e Idv accusano il responsabile del Tg1 di fare da «megafono» al governo e al premier Berlusconi, il Pdl lo difende.

Il primo a scendere in campo contro l’editoriale del Tg1 è stato Paolo Gentiloni, presidente del forum Comunicazioni del Pd: «Evidentemente Minzolini non si è accorto di essere il direttore del maggiore telegiornale del servizio pubblico: crede di essere alla guida del Giornale o di Libero. Lo informiamo che la Rai non è ancora di proprietà di Berlusconi o dei suoi amici». Roberto Zaccaria ha parlato di editoriale «pericoloso» perchè tenta di «schierare il Tg1 come un giornale di parte». Per Pancho Pardi, capogruppo del Pd in Vigilanza, «Minzolini non è il direttore del più importante telegiornale italiano, ma avvocato difensore e soprattutto megafono di Berlusconi». E il segretario Usigrai Carlo Verna ha definito Minzolini «un corpo estraneo al servizio pubblico».

Dal Pdl ha replicato il portavoce, Daniele Capezzone: «Gli attacchi contro Augusto Minzolini sono ormai indecenti. Secondo i signori della sinistra la libertà di parola vale per tutti tranne che per Minzolini?». Per il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, «i paladini della libertà di stampa del centrosinistra vogliono imbavagliare Minzolini. Ad essi va bene solo un’informazione al loro servizio». E Giorgio Lainati, vicepresidente della Vigilanza, ha bollato l’atteggiamento dell’opposizione come «la ’spedizione punitivà di chi vorrebbe negare anche al direttore del Tg1 la possibilità di parlare sempre e comunque nel rispetto dei telespettatori e degli abbonati al servizio pubblico». Anche i precedenti editoriali di Minzolini avevano suscitato polemiche: da quello di insediamento sul gossip e sull’inchiesta di Bari, all’intervento contro la manifestazione per la libertà di informazione a quello, più recente, sull’immunità parlamentare.

E’ la terza volta che il direttore del Tg1 si rivolge direttamente al pubblico con editoriali, già criticati come irrituali e non conformi alla natura giornalistica imparziale della testata dal cdr del telegiornale e dai vertici Rai. Il 3 ottobre scorso, criticò e bollò come “assurda” la manifestazione romana per la libertà di stampa. Il 9 novembre è stata la volta di un intervento in difesa del lodo Alfano.

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