Minzolini nell’editoriale del Tg1, Spatuzza ha detto balle
0 Commenti sabato, 12 dicembre, 2009
Il primo a scendere in campo contro l’editoriale del Tg1 è stato Paolo Gentiloni, presidente del forum Comunicazioni del Pd: «Evidentemente Minzolini non si è accorto di essere il direttore del maggiore telegiornale del servizio pubblico: crede di essere alla guida del Giornale o di Libero. Lo informiamo che la Rai non è ancora di proprietà di Berlusconi o dei suoi amici». Roberto Zaccaria ha parlato di editoriale «pericoloso» perchè tenta di «schierare il Tg1 come un giornale di parte». Per Pancho Pardi, capogruppo del Pd in Vigilanza, «Minzolini non è il direttore del più importante telegiornale italiano, ma avvocato difensore e soprattutto megafono di Berlusconi». E il segretario Usigrai Carlo Verna ha definito Minzolini «un corpo estraneo al servizio pubblico».
Dal Pdl ha replicato il portavoce, Daniele Capezzone: «Gli attacchi contro Augusto Minzolini sono ormai indecenti. Secondo i signori della sinistra la libertà di parola vale per tutti tranne che per Minzolini?». Per il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, «i paladini della libertà di stampa del centrosinistra vogliono imbavagliare Minzolini. Ad essi va bene solo un’informazione al loro servizio». E Giorgio Lainati, vicepresidente della Vigilanza, ha bollato l’atteggiamento dell’opposizione come «la ’spedizione punitivà di chi vorrebbe negare anche al direttore del Tg1 la possibilità di parlare sempre e comunque nel rispetto dei telespettatori e degli abbonati al servizio pubblico». Anche i precedenti editoriali di Minzolini avevano suscitato polemiche: da quello di insediamento sul gossip e sull’inchiesta di Bari, all’intervento contro la manifestazione per la libertà di informazione a quello, più recente, sull’immunità parlamentare.
E’ la terza volta che il direttore del Tg1 si rivolge direttamente al pubblico con editoriali, già criticati come irrituali e non conformi alla natura giornalistica imparziale della testata dal cdr del telegiornale e dai vertici Rai. Il 3 ottobre scorso, criticò e bollò come “assurda” la manifestazione romana per la libertà di stampa. Il 9 novembre è stata la volta di un intervento in difesa del lodo Alfano.




