Manifestazione Pdl a Roma, pm e Agcom fanno politica
0 commenti · 20 marzo, 2010 · 16:17
Quel tono tranquillo che pretende dai manifestanti, il Cavaliere non l’ha avuto nei confronti dell’Authority per le comunicazioni e i magistrati. «Ho solo cercato, in maniera corretta, di provocare un intervento doveroso» contro le invettive di Santoro ad «Annozero». Perché nell’Agcom ha vinto «l’appartenenza politica e non il buonsenso», come nei tribunale dove «si danno giudizi in base a ciò che conviene alla sinistra politicizzata della magistratura». Spiega che i suoi attacchi non sono contro la magistratura in toto, ma contro certi «settori» che fanno politica, determinando l’agenda elettorale. A Bari, infatti, per il caso Frisullo, «c’è un magistrato vero, non è di destra», obbedisce alla propria «coscienza». Certo, il premier ha «telefonato» anche al comandante dei Carabinieri, «come qualunque cittadino che vede un reato e telefona alla stazione dei carabinieri». Di fronte agli «abusi» di Santoro con «Annozero», dove viene selezionato persino il pubblico, ha cercato lo stesso «di far intervenire l’Autorità di controllo», semplicemente «facendo il mio dovere di cittadino-presidente».
La risposta a questo «intervento doveroso» è stata: non è possibile. «Perché al di là di ogni ipocrisia per cui queste sono autorità indipendenti, un membro nominato da un partito e che rispondeva all’Udc non faceva maggioranza con gli altri». Gli ha risposto a stretto giro di posta il commissario Gianluigi Magri: ho servito le istituzioni, non un partito. «Dal 16 marzo 2005, data della mia nomina all’Agcom, non ho alcuna tessera di iscrizione ad alcun partito». Al Tempio di Adriano, presentando il suo libro, «L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio», ha aggiunto un altro carico da 90 contro l’Udc: «Pratica il peggio del peggio della vecchia politica, avrei imposto all’Udc l’aut-aut: stai con noi. Invece ha prevalso la decisione di accettare le sue condizioni». Sul suo epitaffio, vorrebbe scritto: «Fu un uomo buono, giusto, dolce e forte». di Fabrizio Rizzi Il Messaggero
Manifestazione Pdl. Il Pdl ha dato appuntamento ai suoi sostenitori per oggi pomeriggio in piazza San Giovanni e punta a portare a Roma 500.000 persone. Il partito ha messo in campo un gosso sforzo organizzativo: oltre 3mila pullman in arrivo da tutta Italia, tre punti di raccolta in città, due cortei che attraverseranno Roma con partenza dal Circo Massimo e da via Appia Nuova, un palco di 24 metri per 16, due maxi schermi di 6 metri per 8, 12 telecamere, 4 chilometri di transenne, 150 operai e tecnici al lavoro, 13 gazebo, uno per ogni regione in cui si vota. Berlusconi parlerà alle 17.







