Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto

0 commenti · 16 marzo, 2010 · 14:35

Massimi D'Alema

Massimi D'Alema

La notizia che Silvio Berlusconi è indagato a Trani inietta l’ennesima (ma sarà l’ultima?) bordata di veleni in una compagna elettorale che da anomala diventa sempre più surreale. Milioni di italiani sono chiamati alle urne per decidere chi dovrà amministrare le regioni più importanti ma finora della competizione tra candidati dei vari schieramenti, che dovrebbe essere il succo del confronto, non c’è traccia. Il caos delle liste, le inchieste giudiziarie, i conflitti – palesi o sotterranei – tra istituzioni hanno contribuito ad innalzare consistenti quanto eterogenei polveroni polemici nei quali tutto si confonde e, peggio, tutto si annulla. I leader si rimpallano accuse sempre più veementi, le piazze vengono convocate ad horas, si va avanti a colpi di anatemi – un esempio: Massimo D’Alema attacca il Cavaliere reo di «cercare la rissa» e il Pdl ribatte accusandolo di ingratitudine; l’Italia «è un Paese di cani rabbiosi» chiosa Pier Ferdinando Casini – in un clima progressivamente intossicato a scapito della comprensibilità e della chiarezza che dovrebbero, in una cornice di ”normalità” supportare e orientare le scelte dei cittadini.

L’inchiesta di Trani piomba in questo panorama suscitando inquietudine e sconcerto. Al di là delle accuse specifiche rivolte al presidente del Consiglio e contestate dai suoi legali, l’intera vicenda ha i contorni di un magma indistinto in cui non è agevole individuare responsabilità e addebiti circostanziati. La fuga di notizie su intercettazioni in teoria coperte da segreto istruttorio ha però già provocato i soliti guasti. Così la Procura ammette che il premier è iscritto nel registro degli indagati solo dopo formale richiesta degli avvocati di Berlusconi; il quale a sua volta parla di «inchiesta grottesca» e di «palesi violazioni della legge» da parte degli inquirenti mentre il Guardasigilli Alfano invia ispettori ai quali Antonio Di Pietro intima che non devono consegnare «neanche una carta» agli emissari di via Arenula.

Difficile allontanare la sensazione che una fetta trasversale – e chissà quanto pericolosamente corposa – di elettori, più o meno confusa o nauseata, si abbandoni alla tentazione di disertare le urne. Le forze politiche ne sono consapevoli e magari anche per questo, nel tentativo cioè di allontanare lo spettro dell’astensionismo, scelgono di cavalcare i toni da fazione al fine di convincere quanti più militanti possibile della necessità di andare a votare. Ma così il rischio è che si trasformino i rispettivi supporter in altrettanti ultrà: tifosi ”contro” invece che ”per”. Con quale lungimiranza e senso di responsabilità è complicato comprendere. di Carlo Fusi Il Mattino

Commenta: Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto
Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non votoTwitter: Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto Wikio: Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto Badzu: Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto Fai notizia:  Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto