Elezioni regionali 2010, cresce il rischio del non voto
0 commenti · 16 marzo, 2010 · 14:35
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L’inchiesta di Trani piomba in questo panorama suscitando inquietudine e sconcerto. Al di là delle accuse specifiche rivolte al presidente del Consiglio e contestate dai suoi legali, l’intera vicenda ha i contorni di un magma indistinto in cui non è agevole individuare responsabilità e addebiti circostanziati. La fuga di notizie su intercettazioni in teoria coperte da segreto istruttorio ha però già provocato i soliti guasti. Così la Procura ammette che il premier è iscritto nel registro degli indagati solo dopo formale richiesta degli avvocati di Berlusconi; il quale a sua volta parla di «inchiesta grottesca» e di «palesi violazioni della legge» da parte degli inquirenti mentre il Guardasigilli Alfano invia ispettori ai quali Antonio Di Pietro intima che non devono consegnare «neanche una carta» agli emissari di via Arenula.
Difficile allontanare la sensazione che una fetta trasversale – e chissà quanto pericolosamente corposa – di elettori, più o meno confusa o nauseata, si abbandoni alla tentazione di disertare le urne. Le forze politiche ne sono consapevoli e magari anche per questo, nel tentativo cioè di allontanare lo spettro dell’astensionismo, scelgono di cavalcare i toni da fazione al fine di convincere quanti più militanti possibile della necessità di andare a votare. Ma così il rischio è che si trasformino i rispettivi supporter in altrettanti ultrà: tifosi ”contro” invece che ”per”. Con quale lungimiranza e senso di responsabilità è complicato comprendere. di Carlo Fusi Il Mattino







