Elezioni regionali 2010, Bersani, la priorità è il Piemonte

Pier Luigi Bersani
Sabato prossimo, giorno della manifestazione-evento a cui Berlusconi affida le sue speranze di riscossa, Pier Luigi Bersani sarà in Piemonte. La mattina a Torino, poi a Moncalieri, Ivrea, Biella, Novara. Se il Cavaliere ha deciso di concentrare risorse economiche e organizzative per portare nella capitale decine di migliaia di persone e tentare così di rianimare la sua coalizione nel Lazio priva della lista romana del Pdl, per il segretario del Pd la frontiera più importante è diventata quella piemontese. Il Piemonte è la sola grande Regione del Nord che il centrosinistra può strappare al dominio del centrodestra. Il Piemonte è il laboratorio più importante dell’alleanza Pd-Udc. E non solo. Il Piemonte è diventato in queste settimane anche il terreno di uno scontro diretto, aperto tra i democratici e la Lega (che esprimono con Roberto Cota il candidato-governatore). Sono state settimane di grande affanno per Silvio Berlusconi. Tra lo scandalo sulla gestione dei Grandi eventi e il caos delle liste, il Pd si è giovato di una perdita di credibilità del governo. Tuttavia al Nord il recupero è frenato proprio dalla Lega, che si presenta come il miglior catalizzatore dell’elettore deluso. Così in Piemonte, dove il pronostico è da sempre incertissimo, quella candidatura di Cota che in primo tempo sembrava un cedimento anti-economico da parte di Berlusconi si sta rivelando un fattore di competitività.
Per questo ieri, nel dibattito parlamentare sulla crisi, Bersani ha mirato per colpire la Lega. Pubblicamente. Cercando di centrare i punti nevralgici del suo impianto propagandistico. Ha detto il leader Pd che quella della Lega è «il federalismo delle chiacchiere» perché oggi «i Comuni stanno molto peggio di prima». E soprattutto ha detto che la Lega non è il contraltare di Berlusconi: «Come è triste vedere il Carroccio che va con l’imperatore e gli tiene la sedia». Non dunque una polemica contro il nordismo leghista, ma contro una Lega non fa ciò che promette ai suoi. Una polemica a suo modo interna al fronte del Nord. Che ha, appunto, come orizzonte la sfida piemontese (la vittoria di Mercedes Bresso darebbe a Bersani un successo pieno). Bersani tornerà a Torino anche venerd’ 26 per la chiusura della campagna elettorale. Un deputato torinese del Pd, Stefano Esposito, diceva ieri che «decisiva per la partita tra Bresso e Cota sarà anche la manifestazione di Roma. Perché Berlusconi si gioca la carta più importante per convincere i suoi a non astenersi». In questa prospettiva l’obiettivo «nazionale» di Bersani e del Pd è «scansare la polemica sull’inchiesta di Trani che favorisce solo Berlusconi». Di «cambiare l’agenda». Come si è tentato di fare ieri alla Camera. di Claudio Sardo Il Messaggero
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