giovedì, 25 febbraio, 2010

Paolo Galimberti
Niente politici nei programmi di informazione anche di Mediaset, La 7 e Sky. L’Authority, nonostante il voto contrario del presidente Corrado Calabrò, fotocopia la delibera della Vigilanza che li ha bloccati sulla Rai. Però, mentre viale Mazzini protesta ma si accinge a obbedire, Mediaset e Sky ricorrono al Tar. Contestano la «violazione della libertà editoriale e di impresa». La 7 valuterà oggi la delibera Agcom, ma è logico pensare che seguirà gli altri due network. Intanto il suo conduttore Gad Lerner, come già Michele Santoro e altri colleghi Rai, annuncia che andrà in onda senza politici. Una scelta che il regolamento della Vigilanza mette addirittura in discussione per la Rai: non è infatti del tutto chiaro se i programmi di informazione debbano necessariamente trasformarsi in tribune elettorali o possano schivare questo destino occupandosi d’altro. Viale Mazzini, dove si riunirà il Cda nel fine settimana, al momento propende per la seconda possibilità. In commissione all’Authority hanno votato a favore del regolamento “fotocopia” i commissari vicini all’opposizione. Un rovesciamento delle posizioni in Vigilanza dovuto sicuramente alla volontà di non favorire Mediaset rispetto alla Rai. Contrari l’esponente del pdl e il presidente Calabrò, che nei giorni scorsi aveva già affidato tutte le sue perplessità a una lettera al presidente della Vigilanza Sergio Zavoli. «L’Autorità – aveva sottolineato Calabrò in attesa che la commissione dicesse l’ultima parola sul regolamento – è a un bivio: uniformarsi alle norme Rai, e dunque rischiare di violare la legge sulla par condicio, che distingue nettamente informazione e comunicazione politica (a differenza del regolamento); oppure disciplinare la par condicio in modo diverso per le tv private, creando però un vulnus». È prevalso l’orientamento di varare regole analoghe a quelle di Viale Mazzini. di Alberto Guarnieri Il Messaggero
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