
Palazzo del Quirinale
«Anche voi qui contro il
decreto sulle liste?». Martina, 26 anni, alle 23 è pronta a unirsi al popolo di Facebook che si è dato appuntamento sotto il Quirinale. Al suo fianco Patrizia Prestipino, assessore provinciale al Turismo: «Ho scritto un messaggio alle 22.30 – spiega – da lì è partito il tam tam sul web». Una torcia puntata verso le finestre della residenza del Presidente, un pc per fare la diretta e la voglia di «far sentire la voce di chi dice no a un decreto contrario alla democrazia» spiegano. In tanti a protestare. C’è anche il “Popolo viola”, ragazzi venuti anche dalla Magliana, dal Flaminio e dall’Esquilino. C’è chi grida «stanno venendo da Anzio» e tra studenti e precari anche un settantenne appassionato di web che ha deciso «di stare vicino ai giovani». Alle 23.43 l’urlo e la delusione: «Ha firmato!». Candele accese, un serpentone umano per il «funerale della democrazia». Tutti si sdraiano in terra. Solo l’ultimo grido per il prossimo appuntamento: «Subito una catena umana a Palazzo Chigi e sabato tutti a Montecitorio poi forse un flashmob».
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