Decreto salva-liste fuorilegge, torna il Popolo Viola
lunedì, 8 marzo, 2010
Intercettazioni: popolo viola in piazza per 24 ore contro ddl e manovra
Sicurezza, privacy e informazione: tre diritti ugualmente essenziali
La contesa sulla segnaletica in tedesco, Durnwalder, parlerò con Napolitano
Intercettazioni: napolitano, mai interferito nella dialettica politica tra opposti
Riforme: napolitano, costituzione non impedisce interventi innovativi
In effetti, i sondaggi sui giornali danno in netto calo la popolarità del governo e la piazza ne approfitta. Non solo piazza Navona. Il popolo viola è sparso per le piazze d’Italia, viaggia in diretta su Internet, su Facebook, sui tam tam del terzo millennio. «L’unica cosa positiva di tutta questa situazione è che il presidente della Repubblica ha usato una modalità diretta e tipica del nostro movimento per rispondere alle nostre richieste di spiegazioni sul decreto salvaliste. Ci ha risposto con una lettera postata sul sito del Quirinale». Mascia in realtà salva il Colle e spiega: «Oggi siamo in piazza per protestare contro questo decreto ad listam, noi siamo al fianco di Napolitano, perché il messaggio che ha diffuso ieri via Internet dimostra che è stato tirato per la giacca da un governo arrogante». S’ode il coro: «Berlusconi dimissioni».
Le falci e i martelli non condividono tanto fair play con il Colle. Ci sono le bandiere dei Verdi, dell’Italia dei valori, di Sinistra Ecologia e Libertà, Pd e Rifondazione comunista. Il simbolo della piazza però è un altro: una piccola lapide, ornata con un lumino funebre, naturalmente viola, e due piante di ciclamini in tinta: «Qui giace lo Stato di diritto». Mascia precisa: «Noi non siamo l’antipolitica, noi siamo la politica, è la politica che deve venire a noi, senza strumentalizzazioni, ma quando c’è un’emergenza come questa dobbiamo essere tutti uniti. Oggi sul palco non vorremmo strumentalizzazioni, ma in piazza accogliamo tutti i politici che desiderino venire».
Il Bonelli dei Verdi è furioso: «Quanto accaduto nelle ultime ore è gravissimo. Il governo ha deciso di legalizzare con decreto l’illegalità compiendo un attacco senza precedenti alla nostra democrazia». «Scendiamo in piazza per tutelare la Costituzione e lo stato democratico che è vittima di un atto di pirateria istituzionale senza precedenti». Incalzano Mussi e Giovanni Berlinguer (Sel): «In poche ore Berlusconi ha smantellato il diritto costituzionale con il decreto salva-la-lista-Pdl e il diritto del lavoro annullando l’art. 18». La linea è che il decreto è un imbroglio, e male ha fatto il Colle a firmarlo. di Claudio Rizza Il Messaggero





E’ vergognoso che si cambino le regole a gioco in corso.
Ma è ancor più vergognoso che questi politicanti della peggior specie non solo non si sentano in dovere di chiedere scusa agli elettori ( ai propri in primis) per la loro conclamata incapacità e dabbenaggine , ma si permettono di insultare la sinistra adducendo a complotti e trame inesistenti.
Resistere, resistere, resistere !!!
se facciamo passare anche questa e per noi veramente la fine perche penseranno di avere il PAESE IN MANO LORO E FARANNO PER SEMPRE QUEL CHE GLI PARE A NOSTRO DISCAPITO QUINDI NON SOLO RESISTENZA MA AZIONI CONCRETE PER FERMARLI