
Niccolò Ghedini
Niccolò Ghedini, il legale del premier e suo consigliere in materia di giustizia, era andato dritto al punto: «Al massimo giovedì il legittimo impedimento sarà legge, perché il governo metterà la fiducia», aveva detto ai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. Così la camera di consiglio convocata lunedì scorso dal giudice Edoardo D’Avossa per trovare un accordo sulle date del processo Mediaset si è trasformata in un’anticipazione della battaglia che da questo momento impegnerà accusa e difesa nei due procedimenti a carico del presidente del Consiglio, uno sulla presunta corruzione in atti giudiziari in concorso con l’avvocato inglese David Mills e l’altro sulla compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Con il via libera del Senato al legittimo impedimento, l’imputato Silvio Berlusconi avrà diritto a sei mesi di rinvio replicabile per tre volte, per un massimo quindi di un anno e mezzo. Per tutto il periodo in cui il dibattimento resta congelato, l’orologio della prescrizione si ferma. Una sospensione – secondo gli avvocati del premier – necessaria per il capo del governo che non può svolgere le sue funzioni con il calendario serrato fissato dai giudici e favorevole al collegio stesso, fino a questo momento costretto a uno slalom tra gli impegni di Berlusconi per stabilire le date di udienza. «Con la legge sul legittimo impedimento questi problemi vengono risolti», è l’opinione di Ghedini. «Si tratta di una norma incostituzionale, noi formuleremo l’eccezione chiedendo che gli atti siano mandati alla Consulta affinché decida sulla legittimità», hanno replicato i pm davanti a D’Avossa. La richiesta sarà formulata ai giudici dei due processi e qualora gli atti dovessero approdare alla Corte costituzionale quest’ultima impiegherebbe non meno di un anno a decidere, con conseguente nuovo stop dei termini di prescrizione. La prima occasione che avrà la Procura per eccepire la congruità della norma sarà il 26 marzo, prossima udienza del processo in cui Berlusconi è accusato di aver corrotto l’avvocato Mills, condannato per avvenuta prescrizione a 250 mila euro di risarcimento. Diversa la situazione del processo Mediaset, nel quale oltre a Berlusconi figurano undici imputati. In caso di atti alla Consulta la posizione del premier potrebbe essere stralciata e il dibattimento proseguire separatamente per gli altri imputati. Infine l’inchiesta Mediatrade: a gennaio il premier ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio attesa proprio in questi giorni, con le accuse di appropriazione indebita e frode fiscale. Al momento Berlusconi è solo indagato e la norma sul legittimo impedimento fa riferimento alla qualifica di imputato. Che il capo del governo assumerebbe, però, dopo l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. di Claudia Guasco Il Messaggero
Commenta: Dal caso Mills ai diritti tv, ecco i procedimenti bloccati
Tags:
Berlusconi Mills,
Corte costituzionale,
David Mills,
Edoardo D’Avossa,
Fabio De Pasquale,
Inchiesta Mediatrade-Rti,
legittimo impedimento,
Mediaset,
Niccolò Ghedini,
processo Mills,
Sergio Spadaro,
Silvio Berlusconi