Cosentino alla guida della regione Campania, impossibile
2 commenti · 11 novembre, 2009 · 15:25
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Preceduta da una serie di boatos, la richiesta della magistratura napoletana di autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino è arrivata ieri mattina alla Camera. E mentre erano già scattate le prime difese d’ufficio dei colleghi pidiellini del sottosegretario all’Economia, lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, fresco reduce dall’incontro con il premier sentenziava secco in un’intervista: «Con Berlusconi non ne ho parlato, ma credo che la candidatura di Cosentino alla guida della regione Campania non sia più nel novero delle cose possibili». Ribadito il principio costituzionale della presunzione di innocenza, Fini affermava la necessità «indispensabile di garantire alla magistratura il diritto-dovere di indagare e di garantire all’indagato di veder chiarita la verità nel corso del processo». Ma mentre il presidente della Camera pone dei paletti all’apparenza insuperabili, Silvio Berlusconi usa toni del tutto diversi verso il suo sottosegretario, al quale avrebbe telefonato per manifestargli la sua solidarietà invitandolo «a tener duro e ad andare avanti». Comprensibile la riluttanza del premier a spianare la strada alle richieste della Procura che minacciano di avere pesanti ricadute sulle candidature alle regionali e sulla stessa composizione del governo. La conseguenza è che sulla vicenda Cosentino il Pdl appariva ieri verticalmente spaccato a cominciare dai suoi tre coordinatori: da un lato, Ignazio La Russa invitava il sottosegretario a fare «un passo indietro» rinunciando alla candidatura a governatore, dall’altro Denis Verdini e Sandro Bondi parlavano di «iniziativa giudiziaria a comando», di «pericolosa e vergognosa commistione tra politica e magistratura» e di azione coordinata tra «sinistra giustizialista e una certa magistratura». L’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini, rincarava la dose definendo le accuse a Cosentino «incredibili e inconsistenti», mosse «al solo evidente fine di screditarlo per impedire una fisiologica e ottima candidatura alla guida della Campania». E anche per Ghedini ci si troverebbe «ancora una volta di fronte a un conclamato caso di interferenza tra indagini e politica».
A mostrare di pensarla diversamente all’interno della stessa componente forzista del Pdl è però il presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu. «Io non candiderei nessuno se sospettato anche infondatamente finché il sospetto non sia stato fugato», dice l’ex ministro dell’Interno osservando che, «purtroppo, la penetrazione delle organizzazioni criminali nel mondo dell’economia e della politica è molto ampia e si manifesta proprio a partire dalle amministrazioni locali». E di «cristiana vicinanza in quest’ora difficile» al collega di governo parla il ministro Gianfranco Rotondi, dicendosi certo che riuscirà «a chiarire nel modo più soddisfacente la propria onorabilità», ma diverso da quello di altri esponenti del Pdl è il giudizio di Rotondi sui magistrati che hanno in mano l’inchiesta, dalla cui «professionalità e indipendenza» si sente «rassicurato», affermando che hanno agito «senza mai determinare un uso politico dell’indagine».
Dall’opposizione la vicenda viene guardata con altre lenti e le richieste di «passi indietro», non solo per la candidatura in Campania ma anche dalla carica di sottosegretario piovono da numerosi esponenti democrat e dipietristi. Interpellato dai cronisti, anche Pier Luigi Bersani, a proposito delle eventuali dimissioni di Cosentino, afferma che «c’è una colossale questione di opportunità. Il sottosegretario e il governo – aggiunge il leader pd – valutino che fare. La questione è piuttosto seria». di Mario Stanganelli – Il Messaggero







Ma lo volete capire che Nicola non ha nulla a che vedere con tutte queste chiacchiere, fà il politico da trent’anni in quelle zone, non gli è stata contestata nemmeno una contravvenzione,tutto questo è stato opera delle procure rosse assieme ai cronisti giudiziari,ad avvelenare i pozzi, guarda caso la richiesta di custodia cautelare è partita poche ore prima di essere candidato,giustizia ad orologeria.
Antonio ma veramente tu credi ancora al diavolo… oppure vuoi farlo credere a noi??