Ciancimino, Berlusconi, accuse indecenti, un boomerang

0 commenti · 9 febbraio, 2010 · 16:11

Jadranka Kosor e Silvio Berlusconi

Jadranka Kosor e Silvio Berlusconi

«Continuino così che mi fanno un favore». Non ha mostrato particolare sorpresa Silvio Berlusconi quando, ieri pomeriggio ha letto i dispacci di agenzia che riportavano le dichiarazioni di Massimo Ciancimino. «Ciarpame», «calunnie senza fondamento», «gossip processuale», sostengono i più stretti collaboratori del presidente del Consiglio che senza mezzi termini paragonano le «sparate di Ciancimino», alla «bomba atomica di Spatuzza» che alla fine si è trasformata in un boomerang per gli sponsor del pentito. Si è talmente sfregato le mani il Cavaliere per la ricostruzione «da romanzo di Mario Puzo», della nascita di Forza Italia, da decidere di lasciare quelle frasi senza un suo commento. D’altra parte ieri il Cavaliere era impegnato a villa Gernetto con primo ministro della Repubblica Croata Jadranka Kosor, e durante l’ennesima conferenza stampa senza domande – che da tempo ha dato vita ad un nuovo genere giornalistico – Berlusconi ha seguito con piacere le consegne di Paolo Bonaiuti. Malgrado si sia morso la lingua diverse volte, il premier non ha però mancato di evocare «la giustizia» e quella riforma «non fatta» che per qualcuno tanto somiglia ad una promessa e chissà se rivolta allo stesso pm Ingroia con il quale più volte e, anche di recente, il Pdl ha incrociato le spade.

Berlusconi all’assedio mediatico e giudiziario è ormai abituato e, per dirla con Fedele Confalonieri, nell’uno contro tutti dà il meglio di sé. Così quel «vogliono colpire il governo», ieri si leggeva, a mò di ritornello, in tutte le dichiarazioni dei principali esponenti del Pdl che hanno fatto subito quadrato intorno al proprio leader. Solo che stavolta dal Pd non ci sono state reazioni se non la «fiducia nella magistratura» di Andrea Orlando e la censura netta di Marco Follini alle parole del figlio dell’ex sindaco di Palermo. Il fatto che Di Pietro «penda dalle labbra di Ciancimino», come sostiene Maurizio Lupi, e bolli il governo come «fascista e paramafioso» dopotutto non dispiace al premier che, ritenendo inevitabile l’abbraccio dell’Idv con il Pd, è convinto che prima o poi anche il partito di Bersani torni, in campagna elettorale, a rispolverare un po’ di quell’antico giustizialismo che compatta l’elettorato di centrodestra e mette in riga gli alleati.

Preoccupato più del pranzo che oggi avrà ad Arcore con tutti i suoi figli che delle ricostruzioni di Ciancimino junior, Berlusconi ieri sera non solo ricordava i provvedimenti presi dal suo governo per combatter la mafia, ma la parole delle decine di pentiti che negli anni scorsi hanno «alimentato il castello di menzogne». Berlusconi, che quando è costretto a scendere in Sicilia per motivi elettorali o di governo, cura in ogni dettaglio l’agenda degli incontri, ieri si complimentava con se stesso per non avere avuto negli anni «nessun rapporto, incontro o telefonata tale da poter essere presa a pretesto, se non costruendo menzogne». Oramai, come anche confermano i sondaggi che continuano ad assegnargli percentuali record di gradimento, «anche gli elettori hanno capito». di Marco Conti Il Messaggero

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