Bioetica: ‘avvenire’, chi sta con la vita non la ferisce mai
0 commenti · 9 febbraio, 2010 · 12:54
Roma, 9 feb. – (Adnkronos) – “Amare la vita umana, difenderla, sostenerla e -comunque e sempre- accoglierla e rispettarla e’ la cosa piu’ semplice di questo mondo. E viene naturale”. Lo scrive il direttore di ‘Avvenire’ Marco Tarquinio, in un editoriale “a un anno dalla dolorosissima morte di Eluana Englaro ‘per disidratazione’, cioe’ per sete, cosi’ ha certificato l’autopsia”. “E’ naturale e umano -prosegue il direttore del quotidiano della Cei- proteggere chi e’ piccolo e fragile, aiutare chi e’ in pericolo, consolare chi soffre. E’ naturale e umano dar da mangiare e da bere a chi non puo’ provvedere da solo. Innaturale e terribile e’ invece l’idea di negare, in qualunque modo, la vita di chiunque o anche solo di abbandonarla nella debolezza, nell’estrema dipendenza, nella difficolta’. Innaturale e terribile e’ anche solo pensare di lasciar andare alla deriva una persona totalmente disabile. Chi sta con la vita -chi e’ per la vita- mai la ferisce e mai arbitrariamente la finisce. Chi coltiva un’idea di morte -chi si allea con la morte- fa l’esatto contrario”. ‘Avvenire’ stigmatizza quindi “i digrignanti sofismi di chi vuol far credere che accudire i malati piu’ gravi, i cosiddetti ’senza speranza’, sarebbe crudele; le algide polemiche di chi osa descrivere come una ‘violenza’ le tenere cure prestate a chi non puo’ badare a se stesso; l’alterigia antidemocratica di chi invoca l’azione di ’saggi magistrati’ per sovvertire le leggi che gia’ stabiliscono (come la legge 40) o, si spera, stabiliranno presto (come la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento) un limite di rispetto alla manipolazione della vita nascente e un dovere minimo di assistenza agli inabili. Le chiacchiere anche feroci di chi, insomma, pretenderebbe di rovesciare il senso reale delle cose. Fino a dichiarare ‘inumano’ lo stare, senza esitazioni e senza accanimenti, semplicemente dalla parte della vita. Parole cattive, ferrigne propagande”. E conclude: ”Parole cattive che vogliono rendere ‘morte’ sinonimo di ‘liberta” e percio’ non saranno mai specchio dell’animo vero della gente”.






