Berlusconi lancia i paladini della libertà ad personam

0 commenti · 25 febbraio, 2010 · 19:20

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Nasce un «esercito» di militanti ad personam. Saranno i più fedeli fra i fedeli di Silvio, i più innamorati fra gli innamorati del verbo berlusconiano. Il Cavaliere che non sopporta più il suo partito – «Ma no, non è vero….», obietta lui – ha deciso di dotarsi di un «esercito» di scudi umani, pronti ad ogni sacrificio in nome del suo onore e della sua immortalità politica, visto che Berlusconi è seccatissimo per tutti i discorsi e i posizionamenti interni in vista di un post-berlusconismo che a lui risulta impossibile. Contro i parrucconi, i correntoni e i chiacchieroni del Pdl, il leader massimo schiera i suoi «Paladini della Libertà», affidati al comando della generalessa Michela Vittoria Brambilla, la Rieccola. Sì perchè quando il partito lo stanca, il Cavaliere ricorre alla super-donna salmonata. Che considera il simbolo verace della pop politica, capace di parlare e di piacere alla gente, non odorosa di mediazioni e di burocratismi e perfetta nell’interpretare alla lettera tutto l’anti-partitismo che sta al fondo della predicazione berlusconiana più pura. Di nuovo la capelluta arancione contro i parrucconi azzurri? Ma in serata arriva la bocciatura di Gianfranco Fini: piuttosto diamo forme concrete di politica al Pdl, dice il presidente della Camera nel corso di un incontro con gli europarlamentari.

I «Paladini della Libertà» – «un esercito del Bene contro il Male», lo definisce Berlusconi – gireranno lungo la Penisola per spargere l’autentico Verbo del Capo. Avranno presidi in ogni angolo territoriale del partito, per evitare lotte di potere fra cacicchi gelosi del proprio Io e distratti nell’Amore per Lui. E risponderanno, bypassando la corte, direttamente a Berlusconi. «Saranno sempre al mio fianco», avverte Silvio.

C’è chi chiama l’invenzione di questi militanti ad personam un Nuovo Predellino, cioè il Predellino Due, visto che il Predellino Uno evidentemente non è riuscito a trasmettere una scossa adeguata e a fare risultare in tutta la sua forza il messaggio iper-personalizzato della leadership berlusconiana e il suo rapporto diretto con il popolo. I «Promotori della Libertà» rappresenteranno dunque l’anti-casta interna a un Pdl che molti dall’interno descrivono imbolsito, litigioso e da rivitalizzare, ma saranno anche degli incursori adibiti – come spiega il premier – «a montare i gazebo nelle città, a smascherare le bugie della sinistra, a contattare gli elettori uno per uno e a convincerli dei nostri valori e a fare proseliti». Un po’ agit prop e un po’ moschettieri. La Brambilla li guiderà con piglio deciso da manager e l’obiettivo è ambizioso: «Questo esercito farà in modo che il Pdl diventi quel che tutti abbiamo voluto che fosse, un grande partito capace di interpretare sogni e aspirazioni della nostre gente». E invece…. C’è Fini che stuzzica e non s’allinea, i capibastone dell’ex An sul territorio fanno il bello e il cattivo tempo a scapito dei berlusconiani, i ras locali se ne infischiano delle direttive nazionali, il fido Bondi («Solo lui mi vuole bene davvero», parola di Silvio) viene aggirato da quei volponi di La Russa e Verdini…. Urgeva dentro il Pdl un Partito dell’Amore ad personam. Da oggi ci sarà, se ancora c’è la forza per farlo. di Mario Ajello Il Messaggero

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