Altro no per la lista Pdl, sopruso violento, tutti in piazza

4 commenti · 10 marzo, 2010 · 14:26

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Questi sono i democratici, quelli che impediranno ad un milione di persone di poter votare il proprio simbolo? Ora il nostro partito e il nostro simbolo sarà quello della lista di Renata Polverini». L’esclusione del Pdl nella provincia di Roma eccita Silvio Berlusconi che ieri pomeriggio ha chiamato a raccolta i vertici nazionali del partito, la candidata nel Lazio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso, per fare il punto sulla campagna elettorale nel Lazio. I sondaggi in possesso del Cavaliere dicono chiaramente che Emma Bonino non ha ancora vinto. Tutt’altro. Secondo le percentuali di Crespi il ”pasticcio romano” ha avuto il merito di far conoscere il volto della candidata del Pdl che ora sovrasterebbe di qualche punto la candidata del centrosinistra. La chiamata alla piazza «per difendere il voto e la democrazia», come il premier ha detto nel video-messaggio inviato ai ”Promotori della Libertà” della Brambilla, ha l’obiettivo di realizzare l’ennesimo referendum su se stesso. Campagna elettorale in stile Cappellacci in Sardegna, quindi, con il presidente del Consiglio che oggi sarà nella sede del Pdl in via dell’Umiltà ad attaccare l’opposizione e i magistrati che «non hanno nemmeno seguito il consiglio del capo dello Stato che aveva invitato a tener conto delle ragioni degli elettori». L’attacco del Cavaliere sarà oggi ad alzo zero e, archiviate per ora le baruffe interne, chiamerà a raccolta tutto il centrodestra del Lazio affinché «la vittoria della Polverini diventi la vittoria della libertà di voto».

Per respingere «il sopruso violento» che il Pdl ha subito a Roma e che rischiava di subire a Milano, il presidente del Consiglio è pronto a metterci la faccia ancora una volta in una battaglia che potrebbe alla fine vincere a dispetto di tutti. Anche di quella parte del partito che ha combinato il pasticcio e che in questi giorni si è coperta di colpe e responsabilità che il premier intende appurare e definire solo dopo il 29 marzo. Non ci sta il Cavaliere a lasciare a questa «sinistra vigliacca» una vittoria «a tavolino». Sgomberato ieri il suo tavolo dalle carte bollate, il premier ha chiesto al partito romano e nazionale «il massimo dell’unità» per concentrarsi su una battaglia che diventerà la battaglia di tutto il centrodestra come dimostra la manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 20 marzo e che vedrà sullo stesso palco tutti i candidati del centrodestra.

Avocata a palazzo Grazioli la campagna elettorale, manifesti compresi, Berlusconi ha già avviato la macchina mediatica e messo a punto con il partito una strategia che punta a rassicurare i candidati che erano nella lista del Pdl esclusa – per ora – dalla competizione. Dal calcolo fatto da Berlusconi ieri mattina nel viaggio aereo da Milano compiuto assieme a Ignazio La Russa, risulta che i candidati ”pesanti” rimasti fuori sono una dozzina e che ognuno dovrebbe prendere sotto tutela un candidato delle liste collegate alla Polverini in modo da riversare su di lui i propri voti. Più o meno quello che ieri consigliava il repubblicano Francesco Nucara sostenendo che era meglio evitare altri pasticci e «riunire tutta la maggioranza, compresi i partiti cosiddetti piccoli, e coordinarsi per scegliere quale lista sostenere tra quelle collegate alla Polverini, altrimenti il Pdl consegnerà il Lazio all’opposizione». Un «basta agli arzigogoli per concentrarsi sul nodo politico di una sinistra che non vuol far esprimere liberamente il diritto di voto», viene anche dall’onorevole ex An Francesco Aracri che spera nella grande mobilitazione promessa dal Cavaliere alla Polverini.

Magistrati (stavolta amministrativi) e centrosinistra sono gli obiettivi preferiti del Cavaliere che ieri sera ha confezionato un videomessaggio pronto per essere utilizzato dai telegiornali non solo nazionali. Su una linea di attacco è schierato anche Gianfranco Fini che a Roma e nel Lazio ha molti dei suoi ex compagni di partito. Resta però la preoccupazione per il presidente della Camera dell’ennesimo affondo che il Cavaliere farà oggi e durante la campagna elettorale contro la magistratura. di Ma.Con. Il Messaggero

Elezioni regionali 2010. Il 28 e 29 marzo si rinnovano giunte e consigli di 13 Regioni. In Lombardia e Veneto governa l’alleanza Pdl-Lega-Udc. Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria sono in mano al centrosinistra. Il test sarà decisivo per tutti: al Nord si misura la forza di Pdl e Lega; il Pd cerca il riscatto dopo il risultato non brillante delle Europee; l’Udc, fuori dai poli, vuole essere decisiva in più di una regione. L’Idv cerca conferme della sua linea movimentista.

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  1. giuseppe giovedì, 11 marzo, 2010 15:03

    il sig. ber.sil. è capace di tutto, è celebre per le sue promesse non mantenute, per fare affari, per curarsi degli interessi propri, è celebre per le sue barzellette, in virtù dei quali s’è costruito un’impero economco, l’elettorato? questo popolo belante gli serve soltanto per mantenerlo al comando di questo gregge, sono d’accordo con l’on. di pietro, questo sig. si sta adoperando e facendo di tutto per far eleggere chi può fare gli innteressi suoi, per i suoi trascorsi illegali dovrebbe essere processato innumerevole volte altro che leggittimo impedimento dovrebbe essere ospite di ben altri siti invece d’usurpare posti di responsabilità che non gli competerebbero.—– S O N O D’ A C C O R D O CON L’ONOREVOLE DI PIETRO.—–

  2. piero giovedì, 11 marzo, 2010 19:12

    Dato il sig. berlusconi può cambiare le leggi come e quando vuole, faccia una bella legge, che se qualcuno si permette non la pensa come lui o parla senza il suo permesso li possa mandare in esilio dove lui ha buone conoscenze , in Libia o in Sibberia.
    Sicuro che sto scherzando, ma scherzando scherzando o PAURA CHE POSSA SUCCEDERE PER DAVVERO SPERIAMO DI ARRIVARE ALLE PROSSIME ELEZIONI PER SALVARCI .

  3. Carlo giovedì, 11 marzo, 2010 19:16

    La sinistra ha governato per cinquant’anni instaurando un vero e proprio regime. Adesso che sta perdendo i pezzi, come l’Unione Sovietica, tenta il tutto per tutto per trattenere a se quello che può. Le menzogne che raccontano sarebbero risibili se non fossero preoccupanti per il modo becero di fare politica. Tutti quelli che non la pensano come loro sono degli imbecilli, non tenendo in considerazione il fatto che il comunismo si è presentato alla storia come la più imbecille delle invenzioni umane. Pensano di essere gli unici depositari del welfare e della difesa dei diritti dei lavoratori, a questi ultimi succhiano soldi per mantenere l’apparato sindacale e per quanto riguarda il welfare sono riusciti in cinquant’anni a fare dell’INPS una macchina mangiasoldi.
    L’unica cosa divertente è quel comico urlatore; se fare politica è urlare e inveire in maniera sconsiderata allora Di “D”ietro è il più grande.

  4. Antonio giovedì, 11 marzo, 2010 19:19

    Il prossimo spot: TI PIACE VINCERE FACILE?
    Bloccare le liste elettorali del partito di maggioranza per poter vincere.