Prodi: l’Europa si è mossa in ritardo
0 commenti · 22 maggio, 2010 · 14:20
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Gheddafi ha telefonato facendo gli auguri. Se a Roma, quando era a Palazzo Chigi, gli applausi erano assai rari, specie da alcuni leader della sua coalizione, ieri, a Palazzo Nettuno, ne ha raccolti tantissimi, in particolare dagli africani. Se finora le relazioni «sono state bilaterali», e ciò ha «frammentato i rapporti e le politiche», Prodi ha incalzato l’Occidente a ispirarsi per gli aiuti al piano Marshall, come gli Stati Uniti fecero con l’Europa a conclusione del secondo conflitto mondiale. Ovvero un piano «non limitato alle infrastrutture, ma anche alla ricostruzione della struttura finanziaria ed economica, senza dimenticare che il piano Marshall ha stimolato in Europa, un’idea di cooperazione che ha portato alla nascita dell’Unione europea».
Il dibattito è stato intenso. L’Africa vuole adesso un seggio, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, con diritto di veto. Se ne è fatto portavoce, il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, il quale non ha nascosto di voler realizzare un altro obiettivo: ovvero gli Stati Uniti d’Africa. L’ex presidente del Sudafrica, Thabo Mbeki, ha ricordato che «sul percorso verso l’unità c’è l’accordo di tutto, ma la sfida è capire come bisogna procedere. Bisogna stabilire una base politica comune». di Fabrizio Frizzi Il Messaggero







