Più obbligazioni e immobili, così si fugge dai titoli di Stato
0 commenti · 13 gennaio, 2010 · 16:07
Chi fa, allora, la fila alle aste del Tesoro? In realtà, i titoli emessi da Via XX Settembre finiscono nelle tesorerie delle banche. Basta guardare i numeri: gli acquisti di Bot sono stati positivi per oltre 14 miliardi di euro da inizio 2009, mentre i flussi sui BTp e CcT è stato positivo per oltre 8 miliardi nello stesso periodo (lo stock dei Bot è salito nel secondo trimestre dell’anno a 27,5 miliardi di euro mentre quello dei titoli a medio e lungo termine è salito a oltre 211 miliardi di euro).
Per i piccoli risparmiatori che, invece, non si fidano della Borsa, ancora molto volatile, l’alternativa può essere quella dei Pronti contro termine. Oppure i conti deposito offerti dalle banche che rendono circa l’1,5% lordo a tre mesi, ma possono garantire fino al 3,5% se si è disposti a vincolare i risparmi per 12 mesi (i conti correnti tradizionali godono intanto di un tasso medio lordo intorno allo 0,95%). Certo, va ricordato che il prelievo fiscale sui conti correnti e i conti di deposito è del 27%, contro il 12,5% dei titoli. Ma per chi sceglie di puntare su sicurezza, semplicità e un minimo di rendimento, il rifugio è assicurato. A prova di inflazione.
Tra le alternative più sofisticate ci sono le obbligazioni delle società. Grandi nomi come Fiat, Eni, Enel, Telecom hanno lanciato prestiti aperti anche ai piccoli risparmiatori con rendimenti tra il 4 e il 7%. Per il resto, si sa, il mattone rimane la prima scelta per i risparmiatori italiani: fino al 60% della ricchezza delle famiglie è investita nella casa. di R.Amo. Il Messaggero







