Made in italy: ue contesta normativa italiana su calzature, tessile e pelli
0 commenti · 29 luglio, 2010 · 15:18
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Bruxelles, 29 lug. (Adnkronos/Aki) – La Commissione europea ha confermato di avere inviato ieri una lettera all’Italia con cui contesta il metodo e il merito della legge Reguzzoni-Versace-Calearo sul ‘Made in Italy’ approvata lo scorso aprile per i prodotti calzaturieri, tessili e in pelle. Bruxelles invita quindi le autorita’ nazionali a prendere le misure necessarie per adeguarsi alla normativa Ue. Niente sanzioni, per ora, e disponibilita’ a trattare la questione con le autorita’ italiane per una “discussione costruttiva”, ma in pratica cio’ implica il ritiro e la ripresentazione della legge, spiegano a Bruxelles. Due, infatti, sono i problemi sostanziali che il direttore generale Impresa e industria della Commissione, Heinz Zourek, ha riscontrato nell’analisi della legislazione italiana, come gia’ anticipato da “Il Sole 24 ore”. Da una parte, la mancata notifica formale a Bruxelles della nuova legge nei tempi previsti dalla normativa Ue, avvenuta quando era gia’ stata adottata e quindi non piu’ modificabile. Dall’altra, il contenuto stesso del provvedimento per la Commissione viola alcuni dei principi della libera circolazione delle merci, ostacolando quindi il mercato unico europeo. Inoltre la legge sul “Made in Italy” fa riferimento a una “normativa comunitaria in materia” di etichettatura e tracciabilita’ che in realta’ non esiste, fa notare Bruxelles. Nella lettera, indirizzata al rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue Ferdinando Nelli Feroci, si fa anche riferimento a due casi simili relativi a Germania, nel 2002, e Gran Bretagna, nel 1983. Per il primo, la Corte di giustizia Ue ha dimostrato che un sistema di marchio “made in” ha effetti restrittivi potenziali sul libero movimento delle merci tra stati membri, costituendo un ostacolo ingiustificato al commercio. Nel secondo, la Corte ha indicato che un tale marchio ha avuto come effetto l’aumento dei costi di produzione delle merci importate e le ha rese piu’ difficili da vendere.






