Finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio

giovedì, 19 marzo, 2009

Il 2009 è iniziato con una brusca contrazione del credito al consumo. Ma al calo generalizzato dei prestiti non partecipano le operazioni di cessione del quinto dello stipendio o pensione, balzate, in termini di controvalore, del 30,8% a gennaio 2009 rispetto allo stesso mese del 2008 a fronte di una flessione complessiva del comparto del credito al consumo del 16 per cento. Coma mai? «La cessione del quinto va in controtendenza in particolare perché offre una garanzia molto solida per chi eroga il prestito, vale a dire la busta paga di un contratto di lavoro o il cedolino della pensione», spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, l’associazione che rappresenta l’85% del mercato del credito al consumo in Italia.

I lavoratori (con un impiego a tempo indeterminato) o i pensionati che intendono richiedere un prestito contro cessione del quinto devono esibire presso la società finanziaria documento di identità, codice fiscale, busta paga o il cedolino della pensione. A quel punto, se l’istruttoria della finanziaria va a buon fine e le due parti trovano un accordo sulle condizioni, il prestito viene erogato attraverso un assegno o un bonifico. Il pagamento delle rate mensili è effettuato direttamente dal datore di lavoro/ente previdenziale con una trattenuta sulla busta paga/assegno pensionistico. In ogni caso, l’importo della rata non può eccedere la quinta parte della retribuzione/pensione netta mensile. La durata massima prevista è di 120 mesi.

Bisogna fare però molta attenzione ai tassi di interesse. Secondo la Banca d’Italia il tasso effettivo medio applicato nell’ultimo anno è del 13,33% per prestiti fino a 5mila euro) e del 9,52% (per quelli oltre 5mila). Questi tassi, così come le rispettive soglie d’usura (19,99% e 14,28%), non includono però le spese per le assicurazioni (sulla perdita di lavoro in caso di cessione del quinto dello stipendio) e sulla vita (per la cessione del quinto della pensione), obbligatorie per questa tipologia di prestiti. Sommando questi costi il tasso finale può sfiorare anche il 30 per cento. «Paradossalmente – conclude Piano Mortari – in alcuni casi il Taeg (tasso annuo effettivo globale, ndr) indicato nel contratto può superare la soglia d’usura, senza risultare però illegale».

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