Donne in pensione a 65 anni, la Ue è soddisfatta

0 commenti · 12 giugno, 2010 · 16:17

Viviane Reding

Viviane Reding

La Commissione Ue «accoglie favorevolmente» la decisione dell’Italia di innalzare l’età pensionabile delle dipendenti pubbliche dal primo gennaio 2012 e spera che le misure «possano aiutare il consolidamento delle finanze pubbliche». Il portavoce della vicepresidente della Commissione Ue, Viviane Reding, esprime apprezzamento: «l’Italia ha fatto esattamente quello che speravamo». Il portavoce ha sottolineato come l’esecutivo europeo «abbia accolto con soddisfazione la decisione del governo italiano e la sua volontà di cooperazione con la Commissione europea. Ora – ha aggiunto – speriamo che le misure prese non solo risolvano i problemi per quel che riguarda l’attuazione della sentenza della Corte europea di giustizia del 2008, ma possano anche aiutare l’Italia, impegnata nella manovra di bilancio, nel consolidamento delle proprie finanze pubbliche». Il testo della norma che alza a 65 anni dal primo gennaio 2012 l’età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego sarà inviato a Bruxelles, che darà una valutazione nel dettaglio del provvedimento. Valutazione alla quale, salvo sorprese, dovrebbe seguire la decisione di chiudere la procedura di infrazione aperta un anno fa.

Sulla novità che riguarda le lavoratrici nella pubblica amministrazione si è soffermata anche la vicepresidente del Senato, Emma Bonino. L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nella pubblica amministrazione, deve diventare l’«opportunità per cambiare passo rispetto a politiche patetiche nei confronti delle donne». In una conferenza stampa “bipartisan”, con Maria Ida Germontani (Pdl), Fiorella Kostoris (presidente di “Pari o dispare”), Linda Lanzillotta (Api), Pina Nuzzo (UDI) e Flavia Perina, direttore del “Secolo”, la Bonino ha lamentato la distanza che separa le donne italiane e quelle degli altri Paesi Ue «su occupazione, salari, livello pensionistico e carriera» Quella italiana è una «situazione indifendibile». Per questo la senatrice chiede che «ogni euro che verrà risparmiato dall’equiparazione sia usato da Tremonti in politiche a favore delle donne».

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