Conti pubblici: ocse, in italia deficit al 5,5% nel 2009, al 5,4% nel 2010
0 commenti · 19 novembre, 2009 · 11:18
Crisi: Rajoy, Spagna non raggiungera’ obiettivi crescita 2012
Crisi: Moody’s, in 2012 Pil Italia -1%, disoccupazione salira’ all’8,8%
Spagna: governo ammette, non centreremo obiettivo deficit 2012
Grecia: Ft, Germania vuole commissario Ue per bilancio Atene
Governo: Napolitano, sforzo continui in un clima costruttivo
Roma, 19 nov. – (Adnkronos) – In Italia il rapporto deficit/pil dovrebbe attestarsi al 5,5% nel 2009 e tornare cosi’ sopra la soglia del 3% prevista dal Patto di stabilita’ e di crescita dopo il +1,5% del 2007 e +2,7% del 2008. Nel 2010 dovrebbe attestarsi al 5,4% per poi scendere al 5,1% nel 2011. E’ quanto prevede l’Ocse nel ‘Economic Outlook’ che e’ stato pubblicato oggi. Dopo un periodo di risanamento dei conti pubblici, rileva l’organizzazione internazionale, ”il governo si e’ astenuto di lanciare un piano di rilancio di grande ampiezza mentre la crisi stava peggiorando”. Nonostante la flessione delle entrate, sottolinea l’Ocse, il controllo delle spese ‘’sembra aver mantenuto il deficit strutturale nei limiti fissati dal governo nel suo budget del 2009”. Tuttavia, il rapporto deficit/pil in Italia ‘’sara’ superiore al 5% del pil” nel 2009 e il rapporto debito/pil ‘’si attestera’ intorno ai 115% da qui alla fine dell’anno” per poi ”raggiungere i 120% entro il 2011”. Questi ultimi anni, osserva l’Ocse, ‘’sono stati caratterizzati da un miglioramento della disciplina fiscale e da un minor ricorso a delle misure una tantum e gli sforzi per la lotta all’evasione fiscale stanno proseguendo”. Il budget 2010 ”integra un piu’ incisivo” risanamento dei conti pubblici ma ”tenuto conto della debolezza della crescita economica il deficit rischia di diminuire ben poco”. L’obiettivo di risanamento a medio termine, rileva ancora l’Ocse, ”richiede una nuova azione incisiva nel 2011, che in parte abbiamo integrato nelle previsioni partendo dall’ipotisi che le disposizioni legislative dell’anno prossimo seguiranno le grande linee del piano triennale”.






