Bot trimestrali sottozero, c’è la norma salva-rendimento

0 commenti · 13 gennaio, 2010 · 15:57

Bot trimestrali

Bot trimestrali

Il rendimento dei titoli di Stato torna sotto zero. Ma ci pensa il salva-rendimento a blindare i Bot-people. Per ogni 10 mila euro investiti ieri nell’ultima asta del Tesoro sui trimestrali saranno rimborsati a scadenza altrettanti euro, al netto delle tasse e delle commissioni bancarie. Nè un euro in più, nè un euro in meno. Come dire: meglio «zero» che «meno». Già, perchè senza il decreto varato dal governo a ottobre, che fissa un tetto alle commissioni bancarie, investire ieri 10 mila euro poteva costare una perdita di otto euro. Altro che interessi. I titoli trimestrali, infatti, hanno toccato un rendimento lordo dello 0,37%, superando il precedente record negativo dello scorso 10 settembre. Al netto delle ritenute fiscali del 12,5% e delle commissioni massime applicate dalle banche (0,10% sul prezzo dei titoli) i rendimeti dei Bot trimestrali sono scesi al -0,08%, secondo i calcoli dell’Assiom. Un paradosso inaccettabile per chi sceglie di parcheggiare i risparmi in titoli di Stato in attesa di tempi migliori. Non scendono sotto zero, ma garantiscono un ritorno quasi nullo i Bot annuali, che ieri hanno registrato una nuova discesa del rendimento lordo al di sotto dell’1%, allo 0,795% (-0,221): al netto di tasse e commissioni si scende allo 0,397 per cento. Poco o niente. Ma non importa.

Gli affezionati non mollano, almeno così pare. I titoli di Stato vanno a ruba. Lo dimostrano i numeri dell’ultima asta di ieri. La richiesta per i trimestrali è stata di 9,1 miliardi di euro, quasi tre volte superiore all’offerta di 3,5 miliardi. Per i titoli annuali, a fronte dei 7,5 miliardi offerti, le richieste hanno raggiunto quota 12,06 miliardi. Il segno della fiducia dei piccoli risparmiatori. Questo non si può negarlo. Ma è bene sottolineare che, in realtà, a fare la parte del leone, già da tempo, in queste aste del Tesoro sono le stesse banche, che ancora oggi parcheggiano la liquidità a breve termine piuttosto che investirla (e oltretutto non pagano commissioni).

Non è che l’altra faccia della stretta del credito che tormenta i mercati. Le massicce iniezioni di liquidità delle Banche centrali si sono per lo più fermate nelle casseforti delle banche. Che hanno scelto di ormeggiale a investimenti in titoli pubblici in tutta Europa, in attesa di avere segnali concreti di ripresa dell’economia. A tutto vantaggio, questo, di governi fortemente indebitati come l’Italia, che possono contare su un forte sconto di interessi. Ancora, per poco, però, avvertono gli analisti. Solo questo mese sul mercato si riverseranno bond governativi europei per 100 miliardi di euro (su un totale per 1000 miliardi di euro stimati nell’interno anno) e nel 2010 i governi dovranno fare i conti con un rialzo dei tassi e emettere titoli a scadenza più lunga e con rendimenti maggiori per attrarre gli investitori. di Roberta Amoruso Il Messaggero

La norma salva rendimento. L’obiettivo del decreto varato dal governo a ottobre scorso è quello di tutelare «i risparmiatori nell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da tassi a breve termine particolarmente bassi».Già, perché nessuno si presenterebbe alle aste del Tesoro se davvero il rendimento reale dei Bot, al netto delle tasse e delle commissioni bancarie, risultasse negativo. Nemmeno in virtù di quella «sicurezza» garantita dai titoli di Stato. Così, nel caso in cui «il prezzo totale di vendita dei BoT, comprensivo dell’importo della ritenuta fiscale e della commissione applicata dagli intermediari finanziari alla clientela, risulti superiore a 100», recita il decreto del Tesoro, « l’importo massimo di tale commissione viene ridotto di conseguenza». Insomma, le banche devono tagliare le commissioni in proporzione alla possibile perdita. In modo che per ogni 100 euro di capitale investito, il risparmiatore dovrà vedersi restituiti almeno 100 euro, dedotte le varie voci. Cosa diversa è se sono le stesse banche a raccogliere i Bot. In questo caso l’ipotesi del rendimento «sottozero» non esiste.

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