Riforma Gelmini scuola superiore, guida su cosa cambia

0 commenti · 6 febbraio, 2010 · 15:05

Più matematica e lingua straniera: al biennio 27 le ore settimanali
Orario: al liceo classico sono previste 27 ore settimanali nel primo biennio e 31 nel triennio per rafforzare la lingua straniera. Al liceo scientifico 27 nel biennio poi 30 nel triennio. Una quota del monte ore, comunque, viene gestito autonomamente dalla scuola, che decide quanto assegnare alle singole discipline. Le novità: per entrambi potenziamento della lingua straniera, da studiare nell’intero quinquennio, e nell’ultimo anno di corso una materia (a scelta) da studiare in una lingua. Un’altra cosa che accomuna i due licei è il rafforzamento dell’area scientifica: in particolare più matematica, senza tralasciare l’informatica, recuperando in parte la sperimentazione del piano nazionale. Valorizzata la qualità. Il nuovo classico non si discosterà molto dal tradizionale impianto. Per lo scientifico, invece, si prevede una speciale opzione: le scuole possono attivare il liceo delle scienze applicate, con più attività di laboratorio, un filone, questo, che raccoglie la parte migliore delle sperimentazioni scientifico-tecnologiche fatte in questi anni.

Sei indirizzi tra pittura e scultura, potenziate le attività di laboratorio
Orari: 27 ore settimanali nel biennio e 30 nel triennio. Come per tutte le scuole, anche per il liceo artistico si prevede la gestione autonoma di una quota del monte orario, dal 20 al 30%. Anche in questo caso per dare la possibilità agli istituti di attribuire alla singole materie gli orari che riterranno più opportuni. Le novità: spariscono gli attuali istituti d’arte, che hanno molte specializzazioni, confluiranno nei licei artistici. Per questo il liceo artistico, articolato in prima lettura in tre indirizzi, ne avrà sei tra pittura e scultura. Ciò servirà a facilitare la fusione tra il liceo e gli ex istituti e permetterà di non perdere alcuni percorsi di eccellenza. Così il nuovo impianto prevede sezioni per le arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica e scenografia. E si razionalizza un mondo, quello della scuola d’arte, che era confuso in troppi rivoli. L’obiettivo è quello di evitare l’eccessiva frammentazione delle specializzazioni che poi non trovano sufficiente riscontro nel mondo del lavoro. Potenziate le attività di laboratorio.

Tre lingue straniere dal primo anno, così si punta al “ritorno” in Europa
Orario: 27 ore settimanali nel primo biennio, poi 30 nel triennio. Come per tutte le scuole, si prevede la gestione autonoma di una quota del monte orario, dal 20 al 30%. Le novità: si colma un vuoto normativo, visto che finora il liceo linguistico nella scuola pubblica statale non esisteva ufficialmente. Viveva infatti di iniziative che venivano autorizzate solo in forma di sperimentazione. Per anni chi voleva fare lingue, dunque, doveva rivolgersi alle scuole private. Ora, invece, con la riforma Gelmini si istituzionalizza l’esistenza del liceo linguistico: dal primo anno prevede l’insegnamento di 3 lingue straniere, dal terzo anno, poi, una materia sarà impartita in lingua e dal quarto un secondo insegnamento sarà anch’esso in lingua. La riforma punta molto sullo sviluppo del linguistico, poiché l’Italia rispetto agli altri Paesi europei è ancora molto indietro. La conoscenza delle lingue tra i nostri studenti è molto scarsa, cosa che è considerata dall’Ocse una forma di moderno analfabetismo. Relegando la scuola italiana in fondo alle classifiche internazionali.

Pedagogia e psicologia in cattedra e un indirizzo economico-sociale
Orario: 27 ore settimanali nel biennio e 30 nel triennio successivo. Come per tutte le scuole, si prevede la gestione autonoma di una quota del monte orario, dal 20 al 30%. Le novità: il liceo delle scienze umane nasce con l’attuale riforma e va a sostituire il precedente liceo creato dalle sperimentazioni, ossia il liceo socio-psicopedagogico, che a sua volta raccoglieva l’eredità dei vecchi e gloriosi istituti magistrali. Il piano di studi che è stato abbozzato dai tecnici del ministero prevede l’approfondimento delle scienze umane, della ricerca pedagogica, della psicologia e della socio-antropologia. Tale liceo porta così a regime le sperimentazioni che sono state svolte negli anni scorsi, ma dà anche la possibilità alle scuole interessate di attivare un filone economico-sociale, legando i temi dell’infanzia, della famiglia e del welfare ai problemi dell’economia e del lavoro. Ora sta agli istituti attuare questo indirizzo ministeriale in tempo per poter offrire alle famiglie i nuovi piani di offerta formativa. Presidi e professori sono già al lavoro.

A caccia di talenti: al via 50 sezioni in convenzione con i conservatori
Orario: 27 ore settimanali nel biennio e 30 nel triennio successivo. Come per tutte le scuole, si prevede la gestione autonoma di una quota del monte orario, dal 20 al 30%. Le novità: il liceo è articolato in due sezioni: musicale e coreutica, per la prima saranno istituite 40 sezioni, per la seconda 10. Tali sezioni saranno attivate in convenzione con i conservatori e le accademie. La nascita del liceo musicale era molto attesa, già in precedenza due ministri (Berlinguer e Moratti) avevano tentato di colmare questo vuoto. La riforma prevede che gli studenti, a conclusione del percorso di studio, dovranno raggiungere competenza tecnica nella danza o negli strumenti, tale da consentire la prosecuzione degli studi nel sistema dell’alta formazione. I giovani diplomati dovranno inoltre conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale con riferimento anche alle varie correnti artistiche. Previsto anche l’allenamento nella composizione di testi e opere musicali. Nella speranza di scoprire i talenti del domani.

Dal turismo all’informatica, meno materie e più stage in azienda
Orari dei tecnici e dei professionali: al massimo 32 ore settimanali, saranno ore di 60 minuti, al contrario delle attuali 36 della durata media di 50 minuti. Le novità dei tecnici: dagli attuali 10 settori e 39 indirizzi si passa a soli 2 settori – economico e tecnologico – con 11 indirizzi in tutto. Articolazione: due bienni e un quinto anno. Il riordino punta a limitare la frammentazione, rafforzando le aree scientifiche e tecniche. Turismo, trasporti, elettronica, chimica, informatica, agraria, costruzioni e territorio tra gli indirizzi principali. Le novità dei professionali: dai 5 settori con 27 indirizzi si passa a due macrosettori – servizi, industria e artigianato -, con 6 indirizzi in tutto. Agricoltura, servizi sociosanitari, servizi commercial, produzioni artigianali e industriali, tra le principali materie, con flessibilità dell’offerta formativa. Sia per i tecnici che per i professionali più stretti rapporti con le aziende con tirocini e con periodi di alternanza scuola-lavoro, in modo da maturare esperienze sul campo. Stage per mettere le basi di un futuro lavorativo.

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