Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro

1 commento · 20 dicembre, 2009 · 17:18

Rudy Guede

Rudy Guede

Due giorni per giocarsi il futuro. Quarantotto ore per smontare il castello di cemento delle motivazioni della condanna che, in primo grado, lo ha inchiodato a trent’anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia due anni fa. Rudy Guede, 23 anni, un passato da giocatore di basket, un presente da assassino che sta scontando nel carcere di Viterbo, si gioca le sue ultime carte domani e dopodomani, le ultime due udienze del processo d’Appello. La corte ha già rigettato la richiesta di riapertura del processo, bocciando le nuove perizie portate dai suoi legali Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. La carta più pesante che gli rimane da giocare è quella sulla violenza sessuale per dimostrare che la sua versione – «io ero in bagno quando i due assassini sono entrati e uno di loro era Amanda Knox» – regge, che la sua unica colpa è stata quella di non aver salvato Meredith. Rudy ha ammesso di essere stato in intimità con Meredith ma non contro la sua volontà. Il corpo della ragazza, invece, fu trovato seminudo anche se non aveva macroscopici lividi. «Quando sono scappato Meredith era morente ma vestita. E perchè avrei dovuto io fare la messinscena della violenza?

Sarebbe stato come addossarmi la colpa, come far ricadere i sospetti su di me che, comunque, avevo avuto un rapporto con lei». Quindi – dice Rudy – qualcun altro ha messo sottosopra la casa fingendo un furto e ha spogliato Meredith dopo che era morta. Cosa, questa certa perchè le gambe della vittima non son sporche di sangue: quando fu assassinata aveva dunque ancora i jeans addosso. La battaglia sarà dura, le motivazione del giudice di primo grado lo hanno condannato senza dubbi e il procuratore generale ha già chiesto la conferma della condanna. Ma altre cose sono accadute nel frattempo.

Lui che aveva scelto il rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena si è ritrovato, invece, con la condanna più pesante rispetto agli altri due imputati, la coinquilina della vittima, Amanda Knox, e il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito: la corte ha riconosciuto i due, dopo un anno di processo e di colpi di scena gli autori materiali del delitto ma ha concesso le attenuanti generiche arrivando a una condanna più mite, 26 e 25 anni. E anche se questa sentenza non farà parte del suo processo, lui, dal carcere di Viterbo ripete: «Ora c’è la conferma che la mia condanna è stata ingiusta». I suoi avvocati chiederanno l’assoluzione piena ma se anche a lui venissero concesse le attenuanti generiche, potrebbe ottenere una pena sotto i venti anni. Domani saranno le parti civili, Francesco Maresca e Serena Perna ad aprire l’udienza, poi toccherà ai suoi legali. di I. Carm e V. Ug. Il Messaggero

Commenta: Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro
Wikio: Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro Wikio: Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro Wikio: Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro Badzu: Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro Fai notizia:  Omicidio di Meredith Kercher, simulato anche lo stupro
  1. marco lunedì, 21 dicembre, 2009 07:41

    Ma quante bugie!!! Quante chiacchiere!!!! E’ naturale che non solo i jeans ma anche le scarpe non erano sporchi di sangue. Quella povera anoma di Dio era rincasata e aveva cominciato a togliersi gli indumenti, prima le scarpe e poi i jeans, quando l’assassino l’ha sorpresa alle spalle. Ma come fa a dire che è stata svestita dopo? Sul petto della ragazza sono stati trovati schizzi di sangue, ciò significa che il petto non era coperto quando è stata accoltellata; gli indumenti, reggiseno e maglietta, erano infatti stati arrotolati, sollevati perchè ritrovati intrisi di sangue. E’ un assassino e basta. Avrebbe meritato l’ergastolo lui e solo lui.