Ospedale Molinette, incassano tangenti, di nuovo arresti
0 commenti · 16 marzo, 2010 · 13:37
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Di nuovo la Guardia di finanza alle Molinette, di nuovo arresti, di nuovo corruzione. Le Fiamme gialle hanno arrestato ieri il direttore dell’ufficio tecnico Francesco Chiaro e un suo collaboratore, Carlo Alberto Masia, per una presunta tangente da cinquantamila euro su lavori edili. L’inchiesta è quella partita verso la fine del 2008 in seguito a un’esplosione di un’autoclave all’interno dell’ospedale: un sabotaggio – secondo le indagini – per mettere in cattiva luce un’azienda e favorirne altre. I fatti contestati si riferiscono al periodo 2007 e 2008: Chiaro, secondo le accuse, avrebbe preso la mazzetta da 50.000 euro – pari al 5% dell’importo dell’appalto – da un’impresa edile torinese per lavori per forniture di arredi e di autoclavi necessarie a realizzare strumenti diagnostici. Il collaboratore Masia avrebbe fatto da tramite. Il primo è in carcere, il secondo ai domiciliari. Oltre alla corruzione è contestato anche il reato di falso ideologico in atto pubblico. Non si esclude che nel corso dell’inchiesta vengano alla luce altri episodi di corruzione. Dopo l’arresto dei due, avvenuto ieri mattina nella sede dell’ufficio tecnico in via Nizza, è scattata la sospensione per i funzionari da parte dell’azienda sanitaria. «La dinamica interna all’ufficio tecnico è una dinamica non tranquilla – ha dichiarato ieri il direttore generale Giuseppe Galanzino, che ha parlato di “dissapori” e di «molti contro molti». E ha aggiunto: «Questo non si può disinquinare senza prima togliere l’acqua». Per il direttore, i dissapori sarebbero «un fatto endemico in un ambiente che ha vissuto un clima corruttivo», riferendosi alle inchieste che in questi anni hanno spesso portato la guardia di finanza all’interno dell’ospedale più grande del Piemonte. Il malessere rispetto all’attività e alle dinamiche interne dell’ufficio tecnico sarebbe testimoniato anche dalla media di almeno due lettere anonime a settimana indirizzate all’ospedale. «Un certo numero di queste – spiega Galanzino – fanno riferimento all’attività dell’ufficio tecnico». Mentre la nuova bufera si abbatte, la direzione difende l’eccellenza dell’ospedale: «L’azienda Molinette impiega 5500 persone, e la stragrande maggioranza fa il proprio lavoro con diligenza». di Paola Italiano
Il 19 dicembre 2001 la microcamera piazzata dalla Finanza nell’ufficio del potentissimo direttore generale delle Molinette Luigi Odasso lo filma mentre intasca una mazzetta da 15 milioni di lire. Scattano le manette, gli amici si dissolvono in un attimo, è la fine del suo impero: 18 gli episodi di corruzione contestati. Nel 2006 patteggia la mite condanna a due anni e due mesi.
Il cardiochirurgo Michele Di Summa viene arrestato alle Molinette il 4 novembre 2001. Suo compagno di sventura, il collega Giuseppe Poletti: la coppia ha intascato mazzette (circa 775mila euro in tutto) per l’acquisto delle famigerate valvole cardiache brasiliane, difettose e in molti casi letali. Assolto dall’accusa di omicidio colposo, viene condannato per le mazzette a due anni e 10 mesi.
Nel febbraio del 2007 esplode un nuovo scandalo del “caro estinto” nelle camere morturie delle Molinette: le microcamere della Finanza filmano infermieri chini sopra le bare che si dividono le mazzette prese da alcuni impresari di pompe funebri per segnalare i “nuovi casi”. Eloquenti le intercettazioni: «Pronto Enzo? Ci sono dei signori da prendere». Nove in tutto le persone finite in manette.






