Piano Nomadi prosegue, a Roma non si ci può accampare
venerdì, 19 marzo, 2010
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Sono i numeri, frutto di un monitoraggio aggiornato con i risultati degli ultimi sgomberi, la risposta che il Comune vuole dare a dubbi e perplessità manifestate dai cittadini e mini-sindaci, per testimoniare la validità del Piano Nomadi. Alle lamentele per la presenza di campi rom abusivi in più zone della città, la Commissione Sicurezza del Campidoglio intende ribattere con un apposito dossier che sarà presentato ad aprile. «Prima della nostra Amministrazione – commenta Fabrizio Santori, presidente della Commissione – i campi rom registrati erano circa 230. Un anno fa li avevamo ridotti a 140 e il lavoro prosegue, come dimostrano l’avvenuto sgombero del Casilino 900 e gli interventi in programma per la chiusura degli insediamenti di Tor de’ Cenci, La Martora, Baiardo, Monachina e Foro Italico. Ad aprile renderemo noti i risultati. Lo ha detto il Sindaco: entro il 2010 i campi abusivi non esisteranno più». Il tempo è scarso, lo sanno pure al Comune, ma la scadenza non si cambia. «Non ci sono state lentezze nell’attuazione del Piano – prosegue –. Del tempo è stato necessario per i censimenti. La gente però vuole un percorso più veloce. D’altronde, il problema è molto sentito e, malgrado i tanti sforzi, la presenza dei rom è ancora ben visibile. Abbiamo ereditato una situazione difficile e ci attende un cammino faticoso ma l’obiettivo finale è avere in città solo sei campi da seicento persone l’uno per un totale di seimila nomadi». Una situazione controllata per quantità e tipologia di persone. «Potranno rimanere solo i rom che non abbiano precedenti penali, paghino le utenze e mandino i figli a scuola. Le autorizzazioni saranno valide per quattro anni. Non daremo tregua ai campi abusivi per chiarire che a Roma non si ci può accampare». di Valeria Arnaldi



