Rapinatore di banche insiste per essere condannato

venerdì, 19 marzo, 2010

«Signor giudice, voglio essere condannato. Guardi mi merito almeno 10 anni di reclusione». Detto e fatto. O quasi, perché l’insolita perorazione al gup Marina Zelante, è valsa a Marco Ferrari, romano, 30 anni, autore di quattro rapine in banca, un ridimensionamento della pena: 7 anni. È accaduto, in occasione dell’udienza con rito abbreviato per rapina pluriaggravata. Udienza che non è slittata per il legittimo impedimento del difensore solo perché l’imputato ci teneva a pagare subito il suo debito con la giustizia. Tanto che persino il pm Antonio Sangermano, titolare dell’accusa, ha deciso di ridimensionare la richiesta di condanna, passando da 10 anni a 6 anni e 8 mesi di carcere, lodando l’irreprensibile comportamento processuale dell’imputato. Ferrari aveva commesso tutte le rapine armato di taglierino nel 2009, mentre, già pregiudicato e recidivo specifico, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Quando era stato fermato, aveva subito confessato tutti gli episodi. E finito in carcere in attesa del processo, si è messo a studiare. Così oggi è laurendando in lettere. di Anna Bernasconi de Luca

Ci sono voluti 14 anni perché un uomo, che oggi ne ha 69 e nel 1996 era stato ingiustamente accusato di violenza sessuale dalla nipote, ottenesse una prima risposta dall’autorità giudiziaria che gli fa sperare di poter avere giustizia in un prossimo futuro. Dopo aver subìto un processo che solo per il primo grado è durato 5 anni (anche se le udienze sono state solo 18), dopo aver ottenuto l’assoluzione con formula piena nel 2004, e dopo che la sentenza è passata in giudicato il 27 dicembre successivo; Salvatore A. ha ottenuto l’imputazione coatta della sua accusatrice. Si tratta di Daniela S., 31 anni, che deve rispondere di calunnia aggravata. L’imputazione è stata disposta dal gip Guido Salvini, che ha rigettato la richiesta di archiviazione della Procura. Nel dispositivo, il gip esprime perplessità su tutta la vicenda «fonte di sicura sofferenza» per il 69enne.

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