Quattro romeni rom, via dal container, uccisi dal gas
0 commenti · 19 marzo, 2010 · 8:23
Tre, i due uomini e una donna, erano nella stanza da letto. Una ragazza, invece, era distesa davanti alla Tv. Così ieri i vigili del fuoco hanno trovato Elvis Serban e Nadalojv Catalin, cugini tra loro, e le rispettive fidanzate, tutti romeni di origine rom, tutti giovanissimi, tra i 22 e i 25 anni, uccisi dal monossido di carbonio. Sono morti, ironia della sorte, in un’abitazione di via Dante Alighieri, alla periferia di Magenta che avevano affittato solo da pochi giorni. «Regolarmente, perché avevano paura degli sgomberi continui disposti dal Comune di Milano. Prima vivevano in via Triboniano». Lo hanno raccontato affranti i parenti dei ragazzi che fino a qualche tempo fa aveva per casa un container nel campo nomadi più grande di Milano. Si sono precipitati a decine, dopo che il fratello di uno dei quattro giovani, insospettito perché da mercoledì non riusciva a contattarli, ha dato l’allarme facendo la macabra scoperta. Uno dei due uomini aveva una figlia di 4 anni che, secondo quanto ha raccontato uno zio, è stata rimandata in Romania nei giorni scorsi, sempre per il timore che gli sgomberi potessero portarle via un tetto sopra la testa. «E’ scampata alla tragedia», urlavano i parenti raccontando che dopo la separazione dalla piccola è arrivata la decisione di affittare una casa regolare «per avere una vita più decente». Le decine di rom giunte in via Dante Alighieri sono state tenute a stento dai carabinieri: volevano entrare in casa a vedere i corpi. Molte donne hanno atteso che le salme venissero portate via intonando lamenti funebri e gettandosi per terra dal dolore. Secondo i vigili del fuoco a perdere il gas letale potrebbero essere stati lo scaldabagno o la cucina. Indagini sono in corso anche a carico dei proprietario egiziano dell’appartamento. di Chiara Prazzoli
Attendevano per oggi l’ennesimo sgombero, poi, le ruspe annunciate sono state dirette in un altro campo nomadi. Ma per Daniel, un rom di 25 anni, l’incubo è solo rinviato: la sua bimba di 10 mesi, con gli altri suoi quattro fratellini, ha già subito sei volte il trasloco forzato. Era stato un comitato di cittadini, insieme con l’Opera nomadi, ad avvisare che era immenente un nuovo sgombero in via Cavriana, zona Est di Milano, proprio dove si è sistemato Daniel con la sua famiglia. Poi, all’ultimo, ieri, l’operazione è saltata. E mentre il vice sindaco Riccardo De Corato nega che in via Cavriana «sia mai stato programmato uno sgombero», i 15 rom che vi sopravvivono aspettano rassegnati le ruspe. «In sei mesi, da quando siamo arrivati dalla Romania – racconta Daniel – ci hanno sgomberato già sei o sette volte, ho perso il conto. E il bello è che ogni volta ci siamo spostati di 300 metri». Il sogno italiano di Daniel è di «trovare lavoro e prenderci una casa in affitto». Come i quattro fidanzatini uccisi dal monossido. Ieri, comunque c’è stato uno sgombero alla periferia sud-ovest: 60 allontanati.






