Arco della Pace, protesta contro nuovi locali nella zona
0 commenti · 18 marzo, 2010 · 8:24
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Troppi locali e l’ultimo, di mille metri quadrati, in grado di ospitare fino a 900 persone, che aprirà a breve in corso Sempione 6 è la goccia che fa traboccare il vaso. Così oggi alle 19 i residenti riuniti nell’associazione Proarcosempione, hanno organizzato un presidio di protesta. Proprio davanti al Sempione 6. «Il problema – spiegano i residenti -, che allarma anche chi sino ad ora si è dichiarato non disturbato dalla movida, non è certo limitato all’apertura di questa nuova, gigantesca attività, ma il mancato intervento dell’amministrazione comunale per frenare la proliferazione di esercizi pubblici dello stesso tipo in una sola zona che è già al collasso». Spiegano ancora gli iscritti al comitato: in un piccolo tratto di corso Sempione e nelle vie limitrofe, un crocicchhio di strade strette, ogni sera e in particolare nei fine settimana affluiscono migliaia di persone, una quantità che con l’aggiunta di questo nuovo locale, non è più sostenibile dal quartiere». Non mancano solo i parcheggi per tutte le auto, ma il problema è l’inquinamento acustico, dovuto a schiamazzi, musica, moto, di gran lunga superiore a quanto ammesso dalla legge, soprattutto d’estate. «Per non parlare dell’inquinamento ambientale e del degrado in una delle zone più antiche e tipiche della città di Milano», concludono chiedendo un intervento di Palazzo Marino. Intanto, indifferenti, i gestori dei locali, con l’arrivo della bella stagione, si preparano a una movida in grande stile con le iniziative più disparate, dalla sera fino al brunch domenicale. di Francesca Gatti
Sono pronte le ordinanze anti-degrado che almeno fino al 31 luglio imporranno un giro di vite sugli orari delle attività commerciali nel quartiere di via Padova. «Le esigenze di sicurezza – ha affermato il sindaco Letizia Moratti – in questo momento vengono prima delle esigenze degli esercenti». La sperimentazione prevede l’obbligo di chiusura anticipata di locali, rivendite kebab e phone center. Per i trasgressori scatterà una sanzione di 500 euro. «Le ordinanze saranno in vigore fino al 31 luglio – ha aggiunto il primo cittadino – per avere la possibilità di rivedere e ritardare il provvedimento nel caso ci saranno esigenze che non abbiamo considerato a sufficienza, come per esempio quelle dei commercianti. In questo momento la priorità è lanciare un segnale forte sul tema sicurezza». Oggi la giunta comunale approverà la delibera.






