Norme del codice della strada dimenticate dalle istituzioni

0 commenti · 24 dicembre, 2008 · 16:24

Siamo, sempre di più il paese delle grida manzoniane, cioè delle leggi ché vengono annunciate, promulgate ma non hanno alcuna possibilità di essere seriamente applicate. Mi riferisco, in particolare, al Codice della strada. Sulle autostrade dovremmo procedere a 130 km. l’ora. Ma quanti sono coloro che rispettano questo limite? lo mi sono divertito a percorrere la Al da Milano a Bologna alla velocità prescritta, osservando anche le frequenti disposizione di rallentare per strettoie o lavori in corso e contare le auto che mi superavano.

Ebbene, sarà stato un giorno in cui tutti erano di fretta, ma sono state ben 1.274 in 189 km, quasi 7 per ogni km percorso. Per giunta, un buon terzo viaggiava a oltre 170, il limite oltre il quale è previsto il ritiro della patente. Altrettanto catastrofico è stato il test del cellulare: appostato per mezz’ora a un incrocio di Milano, ho visto passare 48 automobilisti che parlavano al telefonino, senza che ci fosse in giro un vigile per fare osservare il divieto; ma anche se ci fosse stato, difficilmente avrebbe potuto fermare i guidatori in fallo senza bloccare il traffico.

Quanto all’obbligo delle cinture, meglio non parlarne: specie in città, le usano solo quelli che ci credono, senza peraltro correre rischi. Ma veniamo all’ultima trovata, quella di abbassare praticamente a zero il tasso alcolico consentito per sedersi al volante: uno beve una birra o un bicchiere di vino, e in teoria è già fuorilegge. È ovvio che per applicare questa norma ci vorrebbero pattuglie munite di etilometro fuori da ogni bar e da ogni ristorante, per tacere delle feste di matrimonio o delle conviviali di stagione. Con ogni probabilità, almeno la metà delle persone fermate sarebbero da multare, ma la stragrande maggioranza di costoro è rimasta, anche dopo una mezza bottiglia, assolutamente padrona di sé.

In altre parole, nell’illusione di fermare i criminali che, ormai quasi ogni giorno, investono e uccidono con la loro guida forsennata, si penalizzerebbero centinaia di migliaia di persone che, in realtà non hanno fatto nulla di male e si danneggerebbe seriamente il settore della ristorazione. Ma, a furia di promulgare leggi inapplicabili, lo Stato finisce con lo screditarsi; e il cittadino con il convincersi che non sono da prendere più sul serio neppure quelle sacrosante.

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