Non vuole cedere l’armeria, spara al socio e lo decapita

0 commenti · 3 febbraio, 2010 · 18:04

Giacomo Brambilla

Giacomo Brambilla

Il corpo decapitato abbandonato in un bosco della Val d’Ossola; la testa nel forno a legna di una pizzeria del comasco. Neanche Patricia Cornwell o qualche altro mago del thriller avrebbe immaginato tanto. Alberto Arrighi, quarantenne armiere di Como, invece sì: ha ucciso un suo conoscente con un colpo di pistola e poi ha provato a cancellare le prove mutilando il cadavere e nascondendone un pezzo in Piemonte, l’altro a qualche chilometro da casa sua. Non bisogna pensare, tuttavia, a un serial killer o a un habitué della violenza. Arrighi – 44 anni, sposato e padre di due figli, cognome noto e rispettato in città – era incensurato, circondato da un’ottima fama e pure in buoni rapporti con giudici e magistrati comaschi i quali spesso gli affidavano incarichi di consulente balistico. Ha ucciso per una questione di soldi. Giacomo Brambilla – la vittima, 40 anni – aveva gestito molti distributori di carburante, disponeva di parecchio denaro contante e a lui si era rivolto Arrighi quando l’armeria ha cominciato a non rendere più. Una bella armeria, nel centro storico di Como.

Brambilla si era offerto di rilevare il negozio, con annessi e connessi. Gli aveva dato pure un anticipo di 100 mila euro. Poi forse è sopraggiunto un intoppo, i due lunedì sera si sono incontrati, la discussione è diventata lite fino a quando Arrighi ha preso una calibro 22 da uno degli scaffali a ha sparato alla testa del ”socio-rivale”, uccidendolo. Dopodiché ha cercato la soluzione più raccapricciante pur di provare a farla franca. Ha decapitato il cadavere, lo ha caricato in macchina, e poi è andato a Somma Lombardo dove il suocero gestisce la pizzera Conca d’Oro: «Dammi una mano» lo ha implorato. E quello gliel’ha data accettando di nascondere la testa del morto nel forno della pizzeria. Poi l’armiere è andato in Val d’Ossola e sul greto di un fiume ha abbandonato il resto del corpo.

Un piano diabolico ma inutile. La convivente di Brambilla in piena notte ha chiamato la polizia per denunciare la scomparsa dell’uomo. Così alle 10 di ieri mattina Arrighi quando è arrivato in negozio ha trovato gli agenti ad aspettarlo: «Sappiamo che lei ieri sera ha incontrato una persona che adesso è scomparsa». Le macchie di sangue nel retrobottega hanno fatto il resto, l’armiere ha confessato subito facendo ritrovare l’arma e il corpo della sua vittima. E causando il fermo del suocero, complice nel tentativo di occultamento del cadavere. di re. mi.

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