Militare morto per uranio impoverito, familiari risarciti

lunedì, 7 dicembre, 2009 (1 Commento)

Uranio impoverito

Uranio impoverito

Il tribunale di Roma ha condannato il ministero della Difesa a un risarcimento di 1,4 milioni ai familiari di un militare salentino morto alcuni anni fa per presunta contaminazione da uranio impoverito. «E’ la prima sentenza in assoluto che si riferisce direttamente, come causa, alla contaminazione da uranio», osserva Domenico Leggiero, dell’Osservatorio militare. Secondo Leggiero, il numero dei militari deceduti per l’esposizione all’uranio impoverito è finora pari a 174, mentre il numero dei casi riscontrati dall’Osservatorio militare è esattamente di 2.534. Falco Accame, presidente dell’Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle Forze armate e famiglie dei caduti (Anavafaf) ha chiesto di conoscere “ufficialmente” il numero di persone colpite dalla cosiddetta “Sindrome dei Balcani”: «Non sono stati resi noti – dice Accame – i dati comunicati dalla Polizia giudiziaria all’Istituto superiore di Sanità» e «moltissime sono le persone che non hanno ricevuto neppure un euro di risarcimento. Peraltro – rileva ancora Accame – il problema non riguarda solo le persone ma anche l’ambiente ed è anche per questa ragione che il Governo dovrebbe porre con la massima chiarezza alla conferenza di Copenaghen che si tiene oggi l’esigenza dell’abolizione dell’armamento dell’uranio impoverito in quanto può essere causa di distruzione di massa». Accame torna infine a chiedere che siano stabilite le responsabilità di quanti non hanno fatto adottare per tempo misure a protezione della salute dei militari («in Italia con sei anni di ritardo rispetto agli Usa») e inoltre che «vengano rifatti gli studi che hanno portato a erronee valutazioni».

Un sito Internet (www.vittimeuranio.com) rivela che proprio in questi giorni sarebbe morto un altro militare, sempre per la contaminazione da uranio. Si tratterebbe di un sottufficiale dell’Esercito della provincia di Cagliari, che ha prestato servizio nel poligono di Teulada. «Mio padre – racconta la figlia – ha sofferto per una mielodisplasia linfatica degenerata in seguito, nonostante lunghe cure, in leucemia mieloide acuta, causa tre mesi fa del suo decesso».

Sempre Accame, a proposito di questo primo risarcimento, solleva un altro problema: «Perché – dice – la magistratura deve intervenire quando esistono leggi da applicare? La notizia del risarcimento concesso per uno degli ormai numerosi casi di morte che possono essere causati da uranio impoverito – prosegue Accame – pone il problema di fondo del perché sia necessario che intervenga la magistratura per avere il riconoscimento di ciò a cui l’amministrazione dovrebbe provvedere applicando le leggi esistenti». Senza contare che «le vittime debbono sobbarcarsi le spese degli atti giudiziari per ottenere ciò che dovrebbe essere loro dovuto» e dunque «c’è da chiedersi come può ottenere giustizia chi non dispone di sufficiente denaro per ricorrere a un legale». di Carlo Mercuri Il Messaggero

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  1. carmine pastore lunedì, 14 dicembre, 2009 19:57

    Mi chiedevo ma per i poveri militari come me, in cura da tempo tempo per la sindrome dei balcani, ma purtroppo ancora vivi….non ce nessuno che se ne occupa???? fatemi sapere