Matera: riaperto il caso dei fidanzatini di policoro
0 commenti · 21 luglio, 2010 · 14:44
Matera, 21 lug – (Adnkronos) – Il giudice per le indagini preliminari di Matera, Rosa Bia, ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i ‘fidanzatini di Policoro’ trovati morti il 23 marzo 1988 all’eta’ di 21 anni. Lo ha annunciato l’associazione Libera. Contro l’archiviazione richiesta dalla Procura aveva presentato opposizione la madre di Luca Orioli, Olimpia Fuina. Il gip ha inoltre indicato al pm di ”incaricare un consulente per l’eventuale riesumazione dei corpi al fine di accertare eventuali tracce di morte cagionata da terzi”. Quello dei ‘fidanzatini di Policoro’ e’ un altro giallo della Basilicata, in questi mesi sotto i riflettori per il caso Claps. I due ragazzi vennero trovati morti in casa di Marirosa Andreotta, nudi: la ragazza giaceva nella vasca da bagno, il ragazzo era disteso per terra. Inizialmente si penso’ ad una morte accidentale dovuta ad una scarica elettrica (’elettrocuzione’). Questa frettolosita’ indusse a non compiere l’autopsia. I mancati accertamenti post-mortem hanno pero’ tolto dei punti fermi alla vicenda, facendo venir meno gli elementi di certezza sulle cause e alimentando i dubbi. Successivamente si e’ pensato infatti anche ad un avvelenamento da monossido di carbonio come causa della morte. Per la madre di Luca Orioli, Olimpia Fuina, ci sono pero’ lesioni sui corpi che fanno pensare all’uccisione dei due ragazzi, che avevano entrambi 21 anni. La Procura di Matera aveva riaperto il fascicolo due anni fa ipotizzando il duplice omicidio ma aveva concluso con una richiesta di archiviazione perche’ non sono emersi elementi significativi a supporto di questa tesi mentre gli accertamenti scientifici, resi difficili dal lungo periodo trascorso e dall’alterazione della scena del delitto (che e’ stata accertata), propendono per la tesi dell’avvelenamento da monossido. La decisione del gip ora apre la strada ad ulteriori indagini. La riesumazione e’ stata chiesta anche dalla madre di Luca Orioli, per accertare una volta per tutte la presenza del monossido di carbonio.






