Il regalo di Natale della nuova Alitalia, passeggeri a terra

0 commenti · 24 dicembre, 2008 · 16:14

Sapevamo che la nascita della nuova Alitalia sarebbe stato un passaggio dolorosissimo per tutti. Soprattutto in mancanza di regole coercitive che impongano a chi lavora nei servizi pubblici ad un surplus di responsabilità. Dove manca un’etica pubblica degna di un Paese normale, qualsiasi discontinuità viene contestata a prescindere. Il singolo non solo non bada all’interesse di tutti, ma è convinto che più lo danneggia più aumenta il proprio potere. Chi non è ancora un ex dipendente della vecchia Alitalia e non è ancora un dipendente della nuova Alitalia, contesta ai vertici della Cai, azionista della compagnia, di scegliere i dipendenti violando le regole stabilite da un precedente accordo sindacale. Probabilmente è così, ma poteva essere diversamente?

Dopo aver inneggiato al fallimento della loro vecchia azienda e aver promesso di fare di tutto per ritardare l’avvio della normale operatività, poteva la Cai scegliere di assumere chi aveva giurato che mai avrebbe accettato un compromesso? Quale imprenditore accetterebbe persone nelle quali non può riporre la massima fiducia? Ovvio che Cai abbia deciso (se ha deciso) di forzare un patto ed è altrettanto ovvio che i sindacati lo denuncino, dopo averlo fatto per primi loro all’epoca delle trattative per l’acquisto dell’Alitalia. Ma non sta qui il problema.

Il punto è che non è decente che alla vigilia di Natale vengano effettuati scioperi illegali travestendoli da assemblee spontanee. E non è decente che vetusti organismi come Enac e garante degli scioperi diano un deprimente spettacolo di impotenza e, anzi, subalternità alla protervia dei sindacati trasformatisi in garanti e sobillatori delle corporazioni. Lo scandalo degli scioperi dell’Alitalia è, da questo punto di vista, peggiore di quello dei rifiuti a Napoli, perché a difendere il sistema aeroportuale non è uno solo, non c’è un unico responsabile, ve ne sono talmente tanti da far pensare ad un complotto degli incompetenti, una congiura degli inaffidabili. Ed è peggio perché nessuno si è dimostrato all’altezza della situazione.

Nessuno ha mai garantito nei fatti !’interesse generale. Così la mobilità ha smesso di essere un diritto ed è diventata il risultato di un casuale incontro tra interessi diversissimi e contrastanti che quando convergono in un punto indefinito dell’aere, allora, solo in quel momento, né prima, né dopo, si può prendere’un aereo. Sennò no.

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