I fondi promessi dai paesi del G8 a L’Aquila, mai arrivati
sabato, 21 novembre, 2009, 10:36
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Eppure, durante il G8, L’Aquila aveva commosso il mondo. Decine di Capi di Stato, in tour tra le macerie, avevano annunciato aiuti di ogni tipo. “Seguo la vostra tragedia fin dal primo momento – disse Barack Obama l’8 luglio, visitando piazza Duomo assieme a Berlusconi – Vi sono vicino e vi assicuro che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare l’Italia”. Il giorno seguente, Michelle Obama, al termine di una visita guidata da Mauro Dolce, responsabile dell’ufficio rischio sismico della Protezione civile, fece sapere che gli Stati Uniti avrebbero finanziato la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Paganica: 4,5 milioni e 4 anni di lavoro. Poche ore dopo, invece, trapelò che il presidente Usa preferiva finanziare borse di studio.
Ma anche questa ipotesi poi cadde nel vuoto. Fecero promesse (non ancora mantenute) Gordon Brown, primo ministro britannico, per l’Abbazia di San Clemente a Casauria, il premier spagnolo Zapatero per il recupero della Fortezza spagnola, il capo del governo canadese, Stephen Harper, che aveva annunciato un nuovo campus universitario, e l’allora capo di Stato giapponese, Taro Aso, che si era offerto per la costruzione di un centro sportivo e una nuova sala da musica e per la ricostruzione della chiesa di Sant’Agostino.
L’Australia si era impegnata per l’oratorio di Sant’Antonio da Padova e la Cina per Palazzo Madama Margherita e palazzo dei Nobili. Tutti annunci caduti nel vuoto. Perplesso Luciano Marchetti, vicecommissario della Protezione civile per i Beni culturali dell’Aquila. “Per L’Aquila servono 3 miliardi di euro e almeno dieci anni di lavoro. Solo le chiese danneggiate sono 1.062 e per riaprirle bisognerà spendere 1.150 milioni. Per i palazzi storici è necessario un miliardo e mezzo. Altri 200 milioni per interventi vari e ancora 150 per le tele e le statue”. E il G8, almeno sulla carta, doveva servire a far fronte proprio a queste emergenze. “Invece per il nostro territorio -chiosa la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane – è stato solo un bluff”. di Giuseppe Caporale
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