Diritti umani: amnesty international, italia e altri paesi ue esportano strumenti di tortura

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Roma, 17 mar. – (Adnkronos) – Alcune ”aziende europee” partecipano ”al commercio globale in strumenti di tortura, tra cui congegni fissati alle pareti delle celle per immobilizzare i detenuti, serrapollici in metallo e manette e bracciali che producono scariche elettriche da 50.000 volt”. Lo sostiene Amnesty International che ha diffuso oggi un rapporto insieme alla Omega Research Foundation riferendo che tra le aziende che hanno messo in vendita manette o bracciali elettrici da applicare ai detenuti” ci sono anche ”aziende italiane e spagnole”. Il rapporto, intitolato ‘Dalle parole ai fatti’, denuncia che ”queste attivita’ sono proseguite nonostante l’introduzione, nel 2006, di una serie di controlli per proibire il commercio internazionale di materiale di polizia e di sicurezza atto a causare maltrattamenti e torture e per regolamentare il commercio di altro materiale ampiamente usato su scala mondiale per torturare”. Il rapporto verra’ formalmente preso in esame domani a Bruxelles, nel corso della riunione del Sottocomitato sui diritti umani del Parlamento europeo. Amnesty International e la Omega Research Foundation chiedono alla ”Commissione europea e agli stati membri dell’Unione europea di tappare le falle legislative illustrate nel rapporto e di applicare e rafforzare la normativa esistente”. “L’introduzione di controlli sul commercio di ’strumenti di tortura’, dopo un decennio di campagne da parte delle organizzazioni per i diritti umani, ha rappresentato una pietra miliare dal punto di vista legislativo – ha dichiarato Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso l’Unione europea – Ma tre anni dopo la loro entrata in vigore, diversi stati europei devono ancora applicarli o rafforzarli”. (segue)

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