Delitto via poma: francesco bruno, troppe anomalie nel suicidio di vanacore (2)
0 commenti · 19 marzo, 2010 · 17:50
(Adnkronos) – “Non ho mai visto un suicida che si lega la caviglia ad una fune fissata ad un albero – ha sottolineato Bruno – una persona che vuole togliersi la vita non ha considerazione del proprio corpo. In realta’ – ha proseguito – sembra che Vanacore abbia lottato, e la dimostrazione potrebbe essere nel fatto che i polmoni sono stati trovati pieni d’acqua quindi vi sono stati molti tentativi di respirare”. E ancora: “Avrebbe perso la dentiera e questo per me e’ un segnale forte che l’anziano ha lottato, ha fatto degli sforzi con la testa, come rifiutarsi di andare sott’acqua”. Anche l’anticrittogamico che Vanacore avrebbe ingerito prima di suicidarsi e’ un aspetto anomalo: “nello stomaco non e’ stata rilevata la presenza della sostanza e ora si attendono i risultati degli esami tossicologici – ha spiegato Bruno – ma comuncuqe anche in piccole quantita’ doveva essere presente nello stomaco”. Anomalo, secondo Bruno, anche il fatto che prima di suicidarsi e’ andato al bar, ha mangiato un cornetto e preso un caffe’ con un amico. Ultimo particolare importante per Bruno: “Vanacore volente o nolente era stato il primo testimone di un fatto orribile, che ancora oggi fa discutere – ha concluso – se fosse stato un testimone di mafia nessuno avrebbe mai creduto al suicidio: la sua veste in questa vicenda non era accessoria, egli era un testimone principale di un evento di sangue terribile”.






