Scambio di prigionieri Hamas rifiuta le condizioni d’Israele

0 commenti · 31 dicembre, 2009 · 17:07

Gilad Shalit

Gilad Shalit

Brusca frenata nelle trattative tra governo israeliano e Hamas per lo scambio di prigionieri. Hamas ha respinto l’ultima proposta di Tel Aviv volta alla liberazione di Gilad Shalit, soldato dello stato ebraico catturato a Gaza nel 2006. Lo hanno annunciato all’emittente satellitare al-Arabiya fonti di Hamas, secondo le quali la decisione è stata presa nel corso di una lunga riunione a Damasco tra i vertici del movimento islamico. Il “no” di Hamas è legata al fatto che le controproposta israeliana è un «passo indietro» rispetto alle bozze precedenti. Israele si rifiuterebbero infatti di rilasciare alcuni esponenti politici e militari palestinesi i cui nomi compaiono nella lista proposta da Hamas. Sarebbe inoltre aumentato il numero di detenuti per il cui rilascio Israele pone l’esilio come condizione. E Abu Mazen (Mahmoud Abbas) ha voluto ribadire ieri che non intende ripresentarsi alle elezioni per la carica di presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese perché il processo di pace con Israele attraversa una fase di paralisi. «L’obiettivo è quello di trovare una soluzione per la causa palestinese ma per il momento è tutto paralizzato e quindi non intendo presentarmi per un secondo mandato», ha dichiarato Abu Mazen nel corso di una visita ufficiale in Arabia Saudita.

Nuova giornata di protesta al Cairo per i 1400 pacifisti giunti in Egitto da tutto il mondo per la “Freedom March” verso la Striscia di Gaza, a un anno dall’operazione militare israeliana “Piombo Fuso”, e bloccati dalle autorità egiziane che, anche ieri, non hanno concesso alcuna autorizzazione per il transito verso Gaza. Nel giorno in cui il premier israeliano Benyamin Netanyahu è stato ricevuto dal presidente egiziano Hosni Mubarak per discutere delle prospettive di rilancio del processo di pace israelo-palestinese, le delegazioni degli attivisti, giunte da 43 Paesi, hanno dato vita a numerose manifestazioni sotto le rispettive ambasciate. Nessun incidente ha coinvolto gli italiani (circa 140, di Forum Palestina e Action for Peace), riuniti in assemblea permanente sotto la legazione diplomatica. Gli attivisti statunitensi,invece, sono stati malmenati dalla polizia egiziana e sono completamente circondati davanti alla propria ambasciata. I francesi hanno trovato rifugio all’interno della loro sede diplomatica. di Marco Berti Il Messaggero

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